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Referendum Giustizia: 951mila bresciani al voto

22 marzo 2026, 07:00 2 min di lettura
Referendum Giustizia: 951mila bresciani al voto Immagine da Wikimedia Commons Brescia
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Referendum Giustizia: urne aperte in provincia

Le urne si sono aperte questa mattina, domenica 22 marzo, per permettere ai cittadini della provincia di Brescia di esprimersi sul referendum confermativo riguardante la riforma della giustizia. L'appuntamento elettorale vedrà coinvolti 951.602 elettori bresciani, chiamati a confermare o respingere la legge costituzionale.

I seggi elettorali nella provincia resteranno aperti oggi, domenica 22 marzo, dalle 7 alle 23, e domani, lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15. A differenza delle consultazioni abrogative, questo referendum confermativo non prevede quorum, il che significa che il risultato sarà valido indipendentemente dall'affluenza alle urne.

Affluenza e sezioni elettorali nel Bresciano

Per questa tornata referendaria, sono state allestite 1.172 sezioni elettorali distribuite nei 205 Comuni della provincia. Di queste, 10 sono state predisposte all'interno delle strutture ospedaliere per agevolare il voto dei degenti.

Il Comune di Brescia si conferma il centro nevralgico per l'affluenza, con 203 seggi e 195.906 elettori registrati. Seguono Desenzano del Garda con 24 sezioni e 29.093 votanti, e Lumezzane con 26 seggi. Tra i comuni con il minor numero di iscritti figurano Magasa (101 elettori), Irma (119) e Valvestino (151).

La riforma della giustizia al voto

Il quesito referendario riguarda la legge costituzionale che disciplina l'ordinamento giurisdizionale e istituisce la Corte disciplinare. La legge, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025, è stata approvata dal Parlamento senza modifiche, un aspetto che ha visto posizioni divergenti tra i sostenitori del Sì e del No.

Questa consultazione si inserisce in un più ampio dibattito sulla riforma della giustizia, già affrontato in passato con referendum abrogativi nel 2022. Allora, la bassa affluenza aveva invalidato il voto, nonostante una maggioranza di Sì. La riforma attuale, promossa dal governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni, mira a una netta separazione delle carriere dei magistrati, riprendendo un progetto discusso da anni.

Posizionamenti politici e categorie professionali

La campagna referendaria ha visto schieramenti contrapposti. Tra le categorie professionali, la maggior parte dei magistrati si è espressa per il No, mentre gli avvocati hanno prevalentemente sostenuto il Sì. Sul fronte politico, il centrodestra ha mostrato un'adesione compatta al Sì, mentre il centrosinistra si è diviso, con il Partito Democratico e Alleanza Verdi Sinistra a favore del No, e alcune aree riformiste orientate verso il Sì.

Anche il cosiddetto terzo polo laico, comprendente partiti come Azione e Italia Viva, ha manifestato un orientamento favorevole al Sì.

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