Politica

Nordio a Brescia: "No al referendum blocca riforme giustizia"

19 marzo 2026, 13:01 2 min di lettura
Nordio a Brescia: "No al referendum blocca riforme giustizia" Immagine da Wikimedia Commons Brescia
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Nordio a Brescia: "Referendum cruciale per la giustizia"

Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha tenuto un intervento pubblico a Brescia, presso l'auditorium Santa Giulia. L'incontro, inserito nella campagna referendaria di Fratelli d'Italia, ha visto il Guardasigilli illustrare l'importanza del voto imminente.

Nordio ha definito la riforma oggetto del referendum una «rivoluzione copernicana» necessaria per rendere il sistema giudiziario italiano finalmente equo. Ha sottolineato come la giustizia attuale non sia adeguata alle esigenze del Paese.

Appello alla informazione e critiche alla magistratura

Rivolgendosi ai cittadini presenti, il Ministro ha esortato a informarsi attentamente, diffidando da notizie false o fuorvianti. Ha criticato la politicizzazione del referendum, estendendo la stessa critica alla magistratura.

«Da liberale vi dico - ha affermato Nordio - informatevi, non ascoltate sirene e fake news. Questo referendum è politicizzato, esattamente come politicizzata è la magistratura».

Conseguenze di un "no" al referendum

Il Guardasigilli ha chiarito le possibili conseguenze di un esito negativo del referendum, previsto per il 22 e 23 marzo. Nordio ha escluso dimissioni o crisi di governo in caso di vittoria del "no".

Tuttavia, ha avvertito che un simile risultato significherebbe l'impossibilità di attuare riforme significative nel settore della giustizia per un lungo periodo. «Se vincesse il no, cosa che non credo, non cadrà nessun governo né il Ministro della giustizia. Ma certamente per molti anni non ci saranno riforme riguardanti la giustizia».

La riforma e la Costituzione

Nordio ha ribadito che la riforma in questione non intacca l'indipendenza della magistratura, principio garantito dalla Costituzione. Ha ricordato come la Carta Costituzionale stessa sia stata oggetto di modifiche nel corso del tempo.

Il Ministro ha concluso affermando che i padri costituenti non concepivano la Costituzione come un testo immutabile, ma prevedevano percorsi di revisione che, a suo dire, si stanno seguendo. L'incontro si è svolto con la moderazione di Giuseppe Spatola di Bresciaoggi.

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