La Regione Lombardia dovrà rivedere le proprie normative sulla caccia ai piccoli uccelli. La decisione è motivata dalla necessità di adeguarsi a una direttiva dell'Unione Europea, che impone divieti su questo tipo di attività venatoria.
Stop alla caccia ai piccoli volatili
La Regione Lombardia si trova nella condizione di dover fare un passo indietro riguardo alla caccia di piccoli uccelli. Questa inversione di rotta è imposta dall'Unione Europea. Una direttiva comunitaria vieta specificamente questa pratica venatoria. La giunta regionale ha preso atto di questa necessità. La decisione dovrà ora essere ratificata dal consiglio regionale attraverso la Legge Ordinamentale.
La normativa in questione era stata introdotta nel 2022. Era stata proposta dal consigliere leghista Floriano Massardi. Permetteva ai cacciatori di cedere fino a 150 piccoli volatili a testa ai ristoratori. L'obiettivo era preservare la tradizione del classico “spiedo bresciano”. Questa legge aveva suscitato forti critiche. Le proteste provenivano soprattutto da associazioni animaliste.
Le modifiche ora all'esame della giunta regionale mirano a vietare la caccia agli uccelli. Si tratta di specie per le quali esiste già un divieto a livello comunitario. Inoltre, si prevede un rafforzamento dei controlli. Questo per contrastare il commercio illegale, inclusi prodotti d'importazione.
Anni di normative al limite
La consigliera del Patto Civico, Michela Palestra, ha espresso soddisfazione per questa nuova retromarcia. Ha definito la decisione un obbligo europeo. Non una scelta politica autonoma. Ha sottolineato come la Regione sia costretta a correggere il tiro. Questo dopo anni di provvedimenti considerati al limite e forzature normative. «Prima si approvano norme sbilanciate, spesso sotto pressione, poi si è costretti a rientrare nei ranghi per evitare sanzioni», ha dichiarato la consigliera.
La Palestra ha evidenziato come la tutela dell'ambiente e della legalità debba avere la precedenza. La credibilità delle istituzioni è fondamentale. Non si può continuare a legiferare seguendo pressioni e propaganda. Le correzioni in extremis non sono più sostenibili. La decisione della giunta regionale dovrà ora affrontare il vaglio del consiglio. Non si escludono tensioni interne alla maggioranza di centrodestra. Alcuni consiglieri sono infatti apertamente favorevoli alla caccia.
Il futuro della legge in consiglio
Il percorso in consiglio regionale si preannuncia complesso. All'interno della coalizione di governo, esistono posizioni divergenti sulla caccia. Diversi esponenti della maggioranza sostengono la pratica venatoria senza riserve. Questo potrebbe portare a un dibattito acceso e a possibili scontri interni. La necessità di adeguarsi alle normative europee si scontra con interessi consolidati.
La consigliera Palestra ha ribadito la sua posizione. Ha insistito sulla necessità di una legislazione ponderata. Non dettata da pressioni momentanee. La priorità deve essere la salvaguardia dell'ecosistema e il rispetto delle leggi. La reputazione delle istituzioni ne beneficia. La decisione finale sul futuro della legge sulla caccia ai piccoli uccelli in Lombardia è ora nelle mani del consiglio regionale. L'esito dipenderà dalla capacità di mediazione e dal rispetto delle direttive comunitarie.
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