Landini: «La Costituzione è di tutti, non di maggioranza»
Referendum Giustizia: Appello alla Partecipazione
Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, ha lanciato un forte appello alla partecipazione democratica in vista del referendum sulla giustizia. L'intervento si è tenuto al Teatro Borsoni, nell'ambito di un incontro promosso dalla CGIL con lo slogan «No a una giustizia deboli con i forti e forte con i deboli».
Landini ha sottolineato come «La Costituzione non è materia di maggioranza, è di tutti», criticando il metodo e i contenuti della riforma costituzionale in discussione. L'incontro ha visto anche la partecipazione di figure come il già presidente della Corte d’Appello di Brescia, Claudio Castelli, il senatore PD Alfredo Bazoli e la costituzionalista Adriana Apostoli.
Critiche alla Riforma Costituzionale
Il leader sindacale ha definito la riforma un attacco senza precedenti alla Repubblica, affermando che «Per la prima volta nella storia della Repubblica una riforma della Costituzione viene scritta a Palazzo Chigi e imposta al Parlamento». Landini ha denunciato la mancanza di un confronto democratico e ha descritto il referendum come uno strumento «concepito come un plebiscito», lontano dalla dialettica parlamentare.
Al centro delle sue preoccupazioni vi è l'equilibrio tra i poteri dello Stato. Landini teme un indebolimento dell'autonomia della magistratura, dichiarando che «C’è in gioco un pezzo delle nostre libertà». Ha evidenziato come, in altri contesti internazionali, i pubblici ministeri siano sottoposti a un controllo governativo in caso di separazione delle carriere.
Democrazia e Diritti a Rischio
L'intervento di Landini ha allargato il dibattito oltre la sola questione della giustizia, collegando la riforma a un più ampio «attacco agli organi di garanzia». Il segretario CGIL ha messo in guardia contro un possibile arretramento democratico, invitando a una mobilitazione generale per difendere i principi fondamentali della Costituzione.
«Noi questa battaglia la facciamo perché la vogliamo vincere», ha concluso Landini, esortando i cittadini a informarsi e a far sentire la propria voce. La sua posizione riflette una profonda preoccupazione per le implicazioni della riforma sulla tenuta democratica del Paese.