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Un motociclista di 70 anni, Benedetto Fusco, è deceduto in un incidente stradale a Brescia. Conosciuto per aver gestito la pizzeria Mozart a Rezzato per 33 anni, la sua scomparsa lascia un vuoto nella comunità.

Incidente fatale in via Serenissima

Un terribile schianto ha spezzato la vita di Benedetto Fusco, 70 anni. L'incidente è avvenuto nel pomeriggio di ieri in via Serenissima. La sua potente motocicletta Honda si è scontrata violentemente con una Fiat 500X. L'impatto è avvenuto sul retro dell'auto. Il tentativo di frenata del centauro è risultato vano. Anche i soccorsi non sono riusciti a salvargli la vita.

Fusco, residente a Caionvico, è l'ultima vittima registrata sulle strade della provincia di Brescia. Le ferite riportate nell'impatto sono state purtroppo fatali. L'ex ristoratore è deceduto sul colpo. L'incidente si è verificato nel tratto di strada che incrocia via Buffalora.

La dinamica dell'incidente

Le forze dell'ordine locali stanno ricostruendo l'esatta dinamica. Secondo una prima ipotesi, Fusco stava viaggiando in direzione di Castenedolo. Potrebbe aver affrontato la strada ad alta velocità. Un possibile abbagliamento dovuto al sole potrebbe aver contribuito all'incidente. La Fiat 500X, guidata da un uomo di Torbole Casaglia, si sarebbe immessa da una strada laterale. Al momento dello scontro, l'auto occupava la corsia di destra.

La motocicletta Honda 1000 ha rimbalzato dopo l'impatto. Il corpo del 70enne è stato sbalzato per diversi metri. L'automobilista è rimasto illeso. È stato comunque trasportato in ospedale per accertamenti, visibilmente sotto shock. I veicoli coinvolti sono stati posti sotto sequestro per ulteriori indagini. Fusco lascia la moglie, un figlio e una figlia.

Un tragico déjà vu

L'incidente mortale è avvenuto a poca distanza da un altro sinistro. Lo scorso 10 aprile, nello stesso tratto di via Serenissima, perse la vita Francesco Viola. Il 28enne di Cazzago San Martino era deceduto in seguito a uno scontro con un'auto che stava compiendo un'inversione. Con il decesso di Fusco, salgono a 14 le vittime sulle strade bresciane dall'inizio dell'anno. Cinque di queste erano motociclisti. A questi si aggiunge il decesso dell'ex medico Eros Zanotti, avvenuto in A14.

Il cordoglio per Benedetto Fusco

La notizia della scomparsa di Benedetto Fusco ha suscitato profonda commozione a Rezzato. Qui Fusco aveva gestito per 33 anni la pizzeria Mozart. Il locale, aperto nel 1992 in via Mozart, era diventato un punto di riferimento per la comunità. La decisione di chiudere l'attività, avvenuta a luglio dello scorso anno, aveva sorpreso molti. Fusco aveva deciso di ritirarsi in pensione dopo una lunga carriera.

«La mia idea di ristorazione è sempre stata chiara: qualità, presenza costante e cura del cliente», aveva spiegato Fusco sui social. «Se non riesco a farlo come voglio, preferisco fermarmi con dignità». La sua scelta era motivata da una precisa filosofia lavorativa. Voleva lasciare ai suoi clienti un ricordo positivo e la stima accumulata negli anni.

Una vita dedicata alla ristorazione e alle passioni

La gavetta di Benedetto Fusco era iniziata molto presto. A soli 15 anni aveva iniziato a lavorare nel settore della ristorazione. Partendo come lavapiatti, era poi diventato cameriere. Successivamente aveva lavorato come pizzaiolo in via Ducco, a Brescia. Dopo un'esperienza in società nella pizzeria Funivia, aveva deciso di aprire un suo locale a Rezzato.

La pizzeria Mozart era nota non solo per le pizze e i piatti tipici. L'atmosfera familiare era un elemento distintivo. La moglie Rosa e il figlio Marco contribuivano a creare un ambiente accogliente. Fusco, lontano dai fornelli, coltivava un'altra grande passione: le cronoscalate automobilistiche. Aveva ottenuto diversi successi in campionati italiani, guadagnandosi il soprannome di «pizzaiolo volante».

Il sindaco di Rezzato, Luca Reboldi, ha espresso il suo cordoglio. «La pizzeria Mozart era molto frequentata», ha dichiarato. «Benedetto Fusco era conosciutissimo in paese per averla gestita per 33 anni. Come Amministrazione comunale gli abbiamo consegnato un attestato di ringraziamento per l'attività storica». Dopo la chiusura da parte di Ben, il locale non ha più riaperto.

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