Gli ambulanti di Brescia esprimono forte disappunto per la sospensione dei mercati nelle giornate festive del 25 aprile e 1° maggio. La decisione, imposta da un regolamento comunale, genera preoccupazione per il reddito e la continuità aziendale degli operatori.
Stop ai mercati cittadini
La sospensione dei mercati cittadini a Brescia per le giornate del 25 aprile e del 1° maggio ha suscitato profonda irritazione tra gli operatori del settore ambulante. Massimo Bonetti, presidente di Anva Confesercenti Lombardia Orientale, ha espresso la sua ferma contrarietà. Egli ha sottolineato come queste date rappresentino un momento cruciale per il lavoro e il reddito di molte imprese. La decisione, a suo dire, penalizza il diritto al lavoro e calpesta la dignità professionale degli operatori.
Bonetti ha evidenziato che per molte attività, queste giornate festive sono sinonimo di lavoro e continuità aziendale. La sospensione genera quindi un impatto negativo diretto sul loro sostentamento. L'associazione di categoria critica duramente la scelta dell'amministrazione comunale. Essa vede nella misura un grave danno per un settore già provato da diverse difficoltà.
Regolamento comunale la causa
Contrariamente a quanto inizialmente ipotizzato, la decisione di sospendere i mercati non sarebbe una scelta discrezionale del Comune di Brescia. A imporre lo stop è infatti l'articolo 16, comma 3, del nuovo Regolamento di disciplina delle attività economiche. Questo testo è stato approvato dal Consiglio comunale lo scorso settembre. Il regolamento vieta esplicitamente lo svolgimento di mercati e fiere in giorni festivi specifici. Tra questi figurano il 25 aprile e il 1° maggio, oltre a Natale, Capodanno e Pasqua. La normativa prevede, eventualmente, l'anticipo delle attività commerciali.
Il regolamento, che ha sostituito otto precedenti disposizioni, era già stato oggetto di dibattito. Le polemiche si erano concentrate in particolare sul divieto di vendita «a mucchio». Tuttavia, la norma sulla sospensione dei mercati nelle festività non aveva suscitato particolari contestazioni al momento della sua approvazione. Questo dettaglio è sfuggito all'associazione di categoria?
L'assessore Poli chiarisce la situazione
L'assessore al Commercio, Andrea Poli, ha chiarito la posizione dell'amministrazione. Egli ha spiegato che la decisione non è stata presa dalla Giunta né dai suoi uffici. La sospensione è una diretta conseguenza del regolamento approvato dal Consiglio comunale. L'assessore ha sollevato un interrogativo sul perché questa problematica non sia emersa durante il dibattito consiliare.
Poli ha confermato che la questione è stata portata alla sua attenzione da Confesercenti circa un mese fa. Tuttavia, ha precisato che un atto di Giunta non può prevalere su una disposizione regolamentare. Per modificare la situazione, è necessaria una proposta di modifica del regolamento da sottoporre al Consiglio. L'assessore si è detto disponibile a mediare e proporre tale modifica. Ha però avvertito che non può garantire l'esito della votazione da parte delle altre forze politiche.
I tempi tecnici per l'approvazione di eventuali modifiche sono lunghi. Sono necessari circa 60 giorni per la loro entrata in vigore. Questo rende difficile intervenire prima delle imminenti festività. L'assessore ha concluso affermando che il disappunto è stato manifestato troppo tardi. Ha ribadito la sua disponibilità al confronto, ma ha sottolineato i limiti del suo potere d'azione.
La questione di fondo resta aperta
Nonostante le spiegazioni, la questione sollevata da Confesercenti rimane centrale. L'associazione sottolinea che gli ambulanti rappresentano imprese, famiglie e lavoratori. Non possono essere trattati come un problema da eliminare. I mercati sono visti come parte integrante del tessuto urbano. Essi generano economia, presidiano i quartieri e offrono un servizio essenziale ai cittadini. Il danno, quindi, non è solo economico ma anche sociale.
In particolare, durante le giornate festive, i mercati attraggono un maggior numero di persone. Diventano quindi spazi vitali della città, luoghi accessibili e popolari. Sono simboli di comunità e di identità nazionale. In un periodo economicamente complesso, le istituzioni dovrebbero supportare il lavoro, non ostacolarlo. La modifica del regolamento appena approvato appare come l'unica via percorribile per risolvere la questione.