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La pagina Instagram Soldato Audace nega fermamente di aver inviato minacce di morte alla sindaca di Brescia, Laura Castelletti. L'avvocato del gestore della pagina contesta la ricostruzione dei fatti, attribuendo le frasi offensive a un altro utente.

Soldato Audace respinge le accuse

La pagina social Soldato Audace ha ufficialmente negato ogni coinvolgimento nelle minacce rivolte alla sindaca di Brescia, Laura Castelletti. La prima cittadina aveva sporto denuncia in seguito ad attacchi ricevuti online. La pagina Instagram in questione ha quindi preso le distanze dalle affermazioni offensive.

L'avvocato Edoardo Burelli, legale rappresentante di Nicola Crippa, proprietario e gestore del profilo Soldato Audace, ha definito la ricostruzione dei fatti come «totalmente priva di fondamento e diffamatoria». La versione che attribuisce alla pagina la pubblicazione di un augurio di morte violenta nei confronti della sindaca è stata categoricamente smentita.

La ricostruzione legale dei fatti

Secondo quanto dichiarato dal legale, il giorno 12 ottobre 2026, la pagina Soldato Audace avrebbe condiviso una storia su Instagram. Questo contenuto, rimasto visibile per 24 ore, includeva un breve video. Erano presenti le frasi: «La signora che se la ride è il sindaco di Brescia» e «A voi i commenti».

Successivamente, questo contenuto sarebbe stato ripostato nelle storie di un altro utente. Quest'ultimo avrebbe aggiunto autonomamente delle espressioni minacciose. Le parole contestate sarebbero state «te possino da tante cortellate». Il legale ha sottolineato con forza che «Le frasi minacciose non sono state scritte da Soldato Audace».

Differenze grafiche a sostegno della difesa

L'avvocato Burelli ha evidenziato alcune differenze tecniche per supportare la sua tesi. Ha richiamato «le differenze di carattere grafico, tra font e colore, tra il testo originale e quello successivamente aggiunto». Queste discrepanze visive suggerirebbero che le frasi offensive non provengano dallo stesso autore del post originale.

La precisazione legale giunge in seguito alla denuncia formale presentata dalla sindaca Castelletti. La denuncia è stata formalizzata dopo la circolazione sui social network di messaggi contenenti violenza verbale nei suoi confronti. La posizione di Soldato Audace è ora chiara: la pagina si dissocia completamente dalle minacce.

La sindaca Castelletti e la denuncia

La sindaca di Brescia, Laura Castelletti, ha deciso di agire legalmente dopo aver preso visione dei messaggi violenti. La sua denuncia mira a identificare i responsabili di tali intimidazioni online. La vicenda sottolinea la crescente preoccupazione per gli attacchi verbali e le minacce sui social media rivolti a figure pubbliche.

La reazione della pagina Soldato Audace, attraverso il suo legale, cerca di ristabilire la verità dei fatti. La distinzione tra il contenuto originariamente pubblicato e le aggiunte successive è fondamentale per la difesa. Si attende ora l'esito delle indagini per chiarire definitivamente la responsabilità delle minacce.

Il ruolo dei social media nella comunicazione

Questo episodio mette in luce le problematiche legate alla diffusione di contenuti online. La facilità con cui un post può essere condiviso e modificato rende difficile tracciare l'origine di messaggi dannosi. La vicenda di Brescia evidenzia la necessità di una maggiore consapevolezza nell'uso dei social media.

La pagina Soldato Audace, tramite il suo rappresentante legale, ha intrapreso un'azione per difendere la propria reputazione. La distinzione tra la condivisione di un contenuto e l'aggiunta di commenti offensivi è un punto chiave. La giustizia dovrà ora valutare le prove presentate per determinare la verità.

Le indagini sulla vicenda

Le autorità competenti stanno conducendo le indagini per accertare la paternità delle minacce. La denuncia della sindaca Castelletti ha avviato un procedimento volto a individuare i colpevoli. La posizione di Soldato Audace, espressa tramite il legale, è una testimonianza importante nel corso delle indagini.

La difesa punta a dimostrare che la pagina non è responsabile delle frasi minacciose. Le differenze grafiche e la ricostruzione della catena di condivisione sono elementi centrali. La vicenda rimane aperta e si attendono sviluppi per fare piena luce sull'accaduto.