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Il Comune di Brescia ha espresso parere negativo a un progetto di impianto agrivoltaico nella zona di Fornaci. Le motivazioni riguardano l'impatto paesaggistico, idrico e normativo.

Impianto Agrivoltaico: Il Comune di Brescia Dice No

L'amministrazione comunale di Brescia ha formalmente espresso la propria contrarietà a un ambizioso progetto di impianto agrivoltaico. L'iniziativa prevede la realizzazione di pannelli solari su una vasta area di 210mila metri quadri. Questi moduli verrebbero installati su terreni a destinazione agricola, situati nella zona di Fornaci. L'area interessata si estende tra via del Serpente e la tangenziale Ovest.

La decisione del Comune arriva dopo attente valutazioni tecniche e ambientali. Le ragioni del diniego sono molteplici e articolate. L'ufficio tecnico comunale ha trasmesso alla Provincia di Brescia una relazione dettagliata. Questa documentazione evidenzia ben sei criticità principali che minano la fattibilità del progetto.

La relazione agronomica presentata dal proponente sollevava dubbi significativi. Si ipotizzava la coltivazione di alberi da frutto e l'allevamento di api. Il tutto su un prato di erba medica, destinato alla produzione di foraggio. Questo foraggio sarebbe poi servito ad alimentare gli allevamenti zootecnici locali. Tuttavia, le garanzie sulla sostenibilità e l'effettiva realizzazione di tali attività agricole sono apparse insufficienti.

Criticità Ambientali e Paesaggistiche del Progetto

L'area individuata per l'impianto agrivoltaico presenta ulteriori complessità. Essa ricade all'interno del Sito di interesse nazionale (SIN) Brescia-Caffaro. Questo sito è già oggetto di specifiche restrizioni ambientali. Esiste infatti un'ordinanza sindacale che limita l'utilizzo dei terreni in tale zona. L'installazione di un impianto di tale portata potrebbe aggravare le problematiche esistenti.

La Commissione paesaggistica comunale ha emesso un giudizio di impatto paesaggistico decisamente negativo. Una parte considerevole del progetto si trova all'interno di un'area considerata non idonea. La ragione principale è la vicinanza a beni sottoposti a tutela. Nello specifico, si tratta della cascina Labirinto. La fascia di rispetto di 500 metri attorno a questo bene culturale non verrebbe rispettata.

Questo vincolo paesaggistico è fondamentale per preservare l'integrità storica e ambientale del territorio. L'imponente struttura dei pannelli solari altererebbe irrimediabilmente il paesaggio circostante. La vista della cascina e delle aree circostanti verrebbe compromessa.

Normative Idriche e Vincoli Regionali Ignorati

Un altro punto di forte contrasto riguarda il rispetto delle normative regionali. Il progetto sembra non conformarsi al Regolamento Regionale in materia di gestione delle acque piovane. Tale regolamento impone di mantenere inalterato il deflusso delle acque meteoriche. Questo obbligo vale anche per gli impianti agrivoltaici di dimensioni superiori ai 150 metri quadrati.

La gestione delle acque piovane è cruciale in aree agricole per prevenire erosione e allagamenti. L'installazione di grandi superfici impermeabili come i pannelli solari può alterare significativamente il ciclo idrologico naturale. La relazione comunale sottolinea come il progetto non fornisca adeguate garanzie in merito. Il rischio di alterazioni del deflusso idrico è concreto.

Inoltre, la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) risulta incompleta. La porzione di area situata entro il raggio di 500 metri dalla cascina Labirinto non è stata sottoposta a una completa VIA. Questo omissione rappresenta una grave lacuna nella valutazione dei potenziali impatti ambientali.

Irregolarità Tecniche e Mancanza di Autorizzazione Agricola

Le criticità non si fermano qui. Il progetto presenta anche problematiche di natura tecnica relative alle infrastrutture previste. Le due cabine di trasformazione, necessarie per il funzionamento dell'impianto, non rispettano le distanze minime dai confini di proprietà. La normativa prevede una distanza di almeno 5 metri. Tale distanza non viene garantita.

Inoltre, la presenza di queste cabine non risulta mitigata dalla vegetazione introdotta nel progetto. L'inserimento paesaggistico di tali strutture industriali in un contesto agricolo è quindi problematico. La loro visibilità e il loro impatto estetico sarebbero notevoli.

Un aspetto dirimente riguarda la qualifica del richiedente. Il proponente dell'impianto non risulta essere autorizzato all'esercizio dell'attività agricola. Questa mancanza è fondamentale. In un'area destinata all'agricoltura, chi intende realizzare interventi edilizi o impiantistici deve possedere le necessarie competenze e autorizzazioni agricole. Le due cabine di trasformazione, pertanto, configurano interventi di nuova costruzione. Tali interventi non sono compatibili con la destinazione agricola della zona.

Residenti in Allarme: Raccolta Firme e Precedenti

La notizia dell'impianto agrivoltaico ha immediatamente suscitato l'allarme tra i residenti della zona di Fornaci. Molti cittadini hanno espresso la propria contrarietà attraverso la raccolta di firme. Queste petizioni testimoniano la forte opposizione della comunità locale al progetto. La preoccupazione principale riguarda l'impatto ambientale, paesaggistico e sulla qualità della vita.

La vicenda di Brescia si inserisce in un contesto più ampio di dibattito nazionale sul fotovoltaico. Spesso, progetti di grandi dimensioni entrano in conflitto con la tutela del paesaggio e del territorio agricolo. Le amministrazioni locali si trovano a dover bilanciare le esigenze di transizione energetica con la salvaguardia del patrimonio naturale e storico.

Si ricordano altri casi simili in cui i Comuni hanno espresso parere negativo. Ad esempio, il Comune di Pieve Albignola ha bloccato l'istruttoria per un parco agrivoltaico. Anche in quel caso, le motivazioni riguardavano la compatibilità con il territorio e le normative vigenti. La battaglia contro il fotovoltaico si sposta spesso sui tavoli del Consiglio di Stato, dove vengono decise le sorti di questi complessi progetti.

La decisione del Comune di Brescia rappresenta un segnale forte. Sottolinea l'importanza di un'attenta pianificazione territoriale. Ogni progetto deve essere valutato non solo per i suoi benefici energetici, ma anche per i suoi impatti sull'ambiente, sul paesaggio e sulla vita dei cittadini. La zona di Fornaci, con le sue specificità ambientali e storiche, merita una tutela particolare. L'opposizione del Comune mira a garantire che lo sviluppo energetico non avvenga a scapito della qualità del territorio.

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