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Il settore dell'autotrasporto bresciano affronta una grave crisi con 288 aziende chiuse in un decennio. L'aumento dei costi del carburante minaccia ora un'impresa su cinque, mettendo a repentaglio la sopravvivenza di molte realtà locali.

Crisi autotrasporto bresciano: un bilancio pesante

Il panorama dell'autotrasporto nella provincia di Brescia mostra un quadro preoccupante. Negli ultimi dieci anni, ben 288 piccole e medie imprese del settore hanno cessato la loro attività. Questo dato emerge da un'analisi che evidenzia una flessione significativa nel tessuto economico locale. La perdita di queste realtà comporta ripercussioni non solo sul piano occupazionale ma anche sull'indotto economico del territorio.

A livello nazionale, la situazione non è migliore. Il settore ha visto la scomparsa di circa 19.000 aziende tra il 2015 e il 2025. Si è passati da oltre 86.000 imprese attive a poco più di 67.000. Questo rappresenta un calo del 22% a livello nazionale. La provincia di Brescia si posiziona al sesto posto per numero di aziende attive, con 1.706 realtà. Tuttavia, la percentuale di calo in dieci anni è stata del 14,4%, inferiore alla media nazionale.

Caro gasolio: una minaccia concreta per le imprese

L'aumento esponenziale del prezzo del gasolio rappresenta l'ultima, pesantissima, tegola per gli autotrasportatori. Le stime indicano che un'impresa su cinque in Italia rischia la chiusura entro la fine dell'anno. Se il costo del diesel dovesse rimanere sopra i 2 euro al litro per tutto il 2026, circa 13.000 delle 67.000 aziende ancora attive potrebbero scomparire. Questo scenario, acuito dai recenti eventi internazionali, è il culmine di una crisi decennale.

Per un'azienda di trasporto, il carburante costituisce il 30% dei costi operativi totali. L'attuale prezzo medio del gasolio si aggira intorno ai 2,135 euro al litro. Si tratta di un incremento del 24% dall'inizio del conflitto in Medio Oriente e del 30,6% rispetto alla fine del 2025. Un pieno di carburante oggi costa 1.067 euro, con un aumento di 207 euro rispetto a un mese e mezzo fa.

Le cause profonde della crisi del settore

La crisi del settore autotrasporto non è legata solo all'aumento del costo del carburante. Un fattore critico è lo sfasamento temporale tra il pagamento immediato del gasolio e l'incasso differito dei servizi. Molti autotrasportatori possono attendere fino a 120 giorni per ricevere il pagamento. La mancanza di liquidità è aggravata da committenti inadempienti e dalla mancata adeguata revisione delle tariffe in base alle fluttuazioni dei prezzi.

Anche le misure di sostegno governativo si sono rivelate insufficienti. Il taglio delle accise, ad esempio, ha annullato il vantaggio fiscale del rimborso sul gasolio professionale. Il promesso credito d'imposta, inoltre, non è ancora stato implementato e, se lo fosse, interesserebbe solo una piccola percentuale delle aziende. La situazione è ulteriormente complicata dalla minaccia di uno sciopero generale del settore, con il blocco dei servizi previsto per metà maggio.

Impatto sociale ed economico per Brescia

La perdita di 288 aziende di autotrasporto a Brescia in dieci anni ha un impatto sociale ed economico notevole. Famiglie intere dipendono da queste attività. Le 340 aziende che, secondo le stime, rischiano di scomparire a causa dell'attuale crisi, rappresentano un ulteriore colpo per l'occupazione e l'economia locale. La provincia di Brescia, pur avendo un tasso di calo inferiore alla media nazionale, subisce comunque le conseguenze di un settore in profonda difficoltà.

Le associazioni di categoria stanno valutando le azioni da intraprendere per fronteggiare questa emergenza. La richiesta è di interventi strutturali che possano garantire la sostenibilità delle imprese e la salvaguardia dei posti di lavoro. La situazione richiede attenzione immediata da parte delle istituzioni per evitare un ulteriore deterioramento del settore.

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