A Brescia si registra una carenza di personale senza precedenti, con circa 18.000 posizioni lavorative che rischiano di rimanere vacanti nei prossimi tre mesi. Le aziende faticano a trovare profili specializzati, soprattutto nei settori dei servizi e dell'industria metalmeccanica.
Difficoltà crescenti per le imprese bresciane
Le imprese del territorio bresciano incontrano ostacoli sempre maggiori nella ricerca di personale qualificato. Le stime indicano che nel trimestre marzo-maggio saranno disponibili circa 35.160 opportunità lavorative. Questo dato è in linea con le rilevazioni dello stesso periodo dell'anno precedente.
Tuttavia, è in aumento il numero di aziende che prevedono difficoltà nell'assunzione. Attualmente, il 52% delle imprese dichiara di faticare a trovare i candidati ideali. Questo si traduce in una stima di oltre 18.000 posti che potrebbero non essere coperti.
Il confronto con gli anni passati evidenzia un peggioramento della situazione. Nel 2023, le aziende con difficoltà di reperimento erano il 49%. Nel 2022, la percentuale era del 42%, dato influenzato anche dal contesto post-pandemico.
Aumento delle difficoltà di reclutamento
Nei mesi più recenti, la percentuale di aziende in difficoltà ha raggiunto picchi ancora più elevati. A giugno 2024, si attestava al 56%, mentre a luglio era al 57%. Nonostante questi valori, il numero assoluto di posti vacanti previsti per il trimestre marzo-maggio 2025 è superiore.
Le nuove assunzioni previste per il trimestre si concentreranno per il 64% nel settore dei servizi. Le piccole e medie imprese, con meno di 50 dipendenti, assorbiranno il 63% delle nuove entrate. I contratti a tempo indeterminato o di apprendistato rappresenteranno il 24% delle assunzioni, mentre il 76% saranno contratti a termine.
I giovani under 30 saranno interessati per il 28% delle nuove opportunità lavorative. Questo dato sottolinea l'importanza di politiche attive per favorire l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
I settori più colpiti e le professioni introvabili
Nel Bresciano, i settori che richiederanno più personale tra marzo e maggio sono: alloggio e ristorazione (8.710 lavoratori), servizi alle imprese (6.270), commercio (4.510), costruzioni (4.010), industrie metallurgiche (3.260) e servizi alle persone (2.960).
Le difficoltà maggiori si riscontrano tra gli operai specializzati e i conduttori di impianti e macchine, con una percentuale di difficoltà di reperimento del 64,4%. Seguono dirigenti, professioni ad alta specializzazione e tecnici (60,2%). Le professioni non qualificate presentano difficoltà inferiori, al 34,4%.
La figura professionale più difficile da reperire è quella dei fabbri ferrai costruttori di utensili, con una introvabilità dell'86%. Seguono meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori (82,2%). Anche analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni risultano difficili da trovare (80%).
Altri profili critici includono fonditori, saldatori, lattonieri, calderai e montatori di carpenteria metallica (79,8%). Si registrano difficoltà anche per tecnici della salute, operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni e operai macchine automatiche (sopra il 70%). I tecnici della gestione dei processi produttivi sono al 69,2%.