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L'assemblea degli azionisti di A2A ha approvato il bilancio 2025 e la distribuzione di un dividendo di 81 milioni di euro. Rinnovato il Consiglio di Amministrazione, con compensi definiti per i consiglieri. L'AD Mazzoncini conferma la strategia di crescita organica e l'acquisizione totale della rete Duereti.

Approvazione bilancio e dividendo per A2A

L'assemblea ordinaria di A2A S.p.A. ha dato il via libera al bilancio relativo all'esercizio 2025. È stata approvata anche la distribuzione di un dividendo. La cifra ammonta a 0,104 euro per azione. Il pagamento avverrà a partire dal 20 maggio. Lo stacco della cedola è previsto per il 18 maggio. L'importo totale del dividendo distribuito sarà di 81 milioni di euro.

Tra le altre decisioni importanti, l'assemblea ha dato l'ok al piano di incentivazione a lungo termine. Questo piano è denominato “LTI 2026-2028”. È destinato specificamente al management del gruppo. È stata inoltre rinnovata l'autorizzazione per il Consiglio di Amministrazione. Questa autorizzazione riguarda l'acquisto e la gestione di azioni proprie. Il limite massimo è fissato in poco più di 313 milioni di titoli. Tale quantità corrisponde al 10% del capitale sociale. Le operazioni sono finalizzate sia alla gestione finanziaria sia a futuri progetti industriali o operazioni straordinarie.

L'assemblea ha espresso parere favorevole sulla relazione relativa alle politiche di remunerazione. Il voto è stato vincolante sulla prima sezione. Sulla seconda sezione, invece, il voto è stato consultivo. Queste decisioni definiscono la struttura di governance e le direttive operative del gruppo per i prossimi anni. Si punta a una gestione coerente e all'utilizzo di strumenti finanziari per supportare lo sviluppo.

Rinnovati i vertici e definiti i compensi

Sono stati rinnovati anche i vertici societari di A2A. Il nuovo Consiglio di Amministrazione è stato nominato. Rimarrà in carica per tre esercizi. Il consiglio sarà composto da 12 membri. Roberto Tasca è stato confermato alla presidenza. Flavio Pasotti assume il ruolo di vicepresidente. L'amministratore delegato Renato Mazzoncini è stato confermato nel suo incarico. Completano il consiglio i consiglieri indicati dalle liste di maggioranza e minoranza: Gaia Griccioli, Nicla Picchi, Mario Gualtiero Francesco Motta, Maurizio Tira, Elisabetta Pistis ed Elisabetta Cristiana Bomban.

Sono stati definiti anche i compensi per i consiglieri. Ogni consigliere percepirà 80mila euro lordi annui. L'assemblea ha inoltre nominato il nuovo Collegio sindacale. Anche questo organo rimarrà in carica per tre esercizi. La presidenza del Collegio sindacale è stata affidata a Silvia Muzi. Le decisioni prese delineano la governance e le linee operative del gruppo per i prossimi anni. Si evidenzia un percorso di continuità gestionale e l'impiego di strumenti finanziari a supporto della crescita.

Strategie di crescita e acquisizioni

A2A punta a una crescita organica. L'obiettivo è raggiungere 5 milioni di clienti entro la fine del piano nel 2035. Lo ha dichiarato l'amministratore delegato Renato Mazzoncini. Ha sottolineato che i portafogli clienti più interessanti al momento sono quelli elettrici. La consapevolezza di essere integrati verticalmente è cresciuta negli ultimi anni. Questo rende meno probabile la cessione di pacchetti interessanti. La crescita organica è vista come la direzione principale. Nel 2025 sono stati acquisiti 600mila nuovi clienti.

Mazzoncini ha anche annunciato un'importante acquisizione. A2A ha rilevato il restante 10% della rete in Lombardia di Duereti. Questa era la ex rete di Enel distribuzione, acquisita al 90% nel marzo del 2024. Il gruppo detiene ora il 100% della rete. Il costo totale è stato di 1,372 miliardi di euro. L'obiettivo è fonderla in Unareti entro i prossimi 2 anni. La scelta di non acquisire subito il 100% era legata a contratti ancora attivi con Enel e a trattamenti fiscali. La fusione era comunque l'obiettivo fin dall'inizio.

Contesto economico e investimenti

Il presidente Roberto Tasca ha commentato il 2025 come un anno difficile ma gestito con successo dal gruppo A2A. Ha evidenziato le tensioni internazionali e i conflitti globali. Questi eventi hanno accentuato la fragilità geopolitica. Hanno messo sotto pressione i meccanismi multilaterali e inciso sulla stabilità economica. Le turbolenze in America Latina e la crisi in Medio Oriente hanno colpito i mercati energetici. Il cambiamento climatico ha continuato a produrre effetti su economia e società. La transizione energetica è stata definita una scelta necessaria e conveniente.

Nonostante il contesto complesso, il gruppo ha proseguito con determinazione nel proprio percorso di sviluppo. I risultati del 2025 dimostrano la solidità del modello industriale e la coerenza delle strategie. Gli investimenti della holding sono cresciuti dell'11%, raggiungendo 1,7 miliardi di euro. Le risorse sono state destinate alle rinnovabili. Sono state potenziate le reti e l'efficientamento. È proseguito il rafforzamento delle attività nella circular economy e nella digitalizzazione. La capacità installata della rete elettrica è cresciuta del 71%. È migliorata la flessibilità degli impianti di generazione e lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Questi sono pilastri essenziali della transizione energetica.

Riguardo al nucleare, l'amministratore delegato Mazzoncini ha espresso la sua posizione. Non ritiene che sia una soluzione né per A2A né per l'Italia. Non è contrario per motivi tecnologici o di sicurezza. Non riesce però a immaginare il nucleare nel funzionamento degli impianti di A2A. Questi impianti devono poter accendersi e spegnersi rapidamente in caso di necessità. Se il fotovoltaico venisse bloccato da un nuvolone, gli impianti termoelettrici interverrebbero in un'ora. Il nucleare richiederebbe invece investimenti per essere ripagato, con un funzionamento di oltre 8mila ore all'anno. Attualmente, non ci sarebbe spazio di mercato nemmeno per i data center.

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