Bormio: torna la storica sfilata dei Pasquali
Tradizione secolare a Bormio: i Pasquali
La comunità di Bormio si prepara a celebrare una delle sue tradizioni più antiche e sentite: i Pasquali. Questo evento, che affonda le sue radici in oltre 400 anni di storia, unisce fede, artigianato e identità popolare, coinvolgendo l'intero paese in un'unica grande festa. La celebrazione si rinnova ogni anno nel giorno di Pasqua, trasformando le vie del centro storico in un racconto collettivo.
Nelle settimane precedenti, residenti di ogni età lavorano fianco a fianco per realizzare le caratteristiche portantine allegoriche a tema religioso. Queste vere e proprie opere di falegnameria e ingegneria vengono poi portate in processione per le strade del borgo, in un'atmosfera di profonda devozione e folklore.
I 'Pasqualisti' e le portantine: un'arte collettiva
I Pasquali sono antiche portantine a tema religioso, considerate autentici capolavori artigianali. La loro realizzazione è un impegno che impegna i cinque Reparti (quartieri) storici di Bormio: Buglio, Combo, Dossiglio, Dossorovina e Maggiore. Sotto la guida di un responsabile, gruppi di giovani e adulti, noti come 'pasqualisti', si dedicano alla progettazione e costruzione delle opere.
Ogni Reparto si riunisce settimanalmente, a volte anche per più giorni, per curare ogni dettaglio, dall'idea al messaggio religioso, dalla lavorazione artistica alla struttura in legno. Un elemento fondamentale della preparazione è il riserbo assoluto: nulla può essere rivelato prima della sfilata, alimentando l'attesa per il titolo ambito che verrà assegnato.
Origini e evoluzione della tradizione
Le origini dei Pasquali sembrano risalire ad antichi riti pagani legati alla pastorizia e all'agricoltura montana. In passato, un rito propiziatorio prevedeva il sacrificio di un agnello per allontanare i rigori dell'inverno. Con l'avvento del Cristianesimo, la tradizione si è legata al giorno di Pasqua, evolvendosi dalla semplice benedizione di un agnellino addobbato.
Le prime testimonianze scritte risalgono al XVII secolo, quando era obbligatorio cucinare un agnello da distribuire in piazza. Verso la fine del XIX secolo, si introdusse la benedizione dell'agnello vivo, dando vita a una competizione tra i Reparti per adornare al meglio l'animale. Successivamente, gli agnellini vennero posti su portantine addobbate, fino a giungere alla forma attuale dei Pasquali.
La sfilata e le celebrazioni del giorno di Pasqua
La giornata di Pasqua, quest'anno domenica 5 aprile, inizia con la cura dei costumi tradizionali e l'addobbo di cavalli, asinelli e agnellini. Alle 10, il corteo prende il via da via Al Forte, snodandosi per le vie del centro storico fino a piazza Cavour/Kuerc. La sfilata è aperta dalla banda musicale, seguita da carrozze trainate da cavalli.
Successivamente, sfilano i membri dei vari Reparti, con donne, anziani e bambini che portano fiori e piccoli manufatti artigianali, precedendo le portantine principali, portate a spalla dai giovani. L'arrivo in piazza del Kuerc è segnato dal suono della Bajona, l'antica campana della torre dell'orologio, che annuncia l'inizio della festa, proseguendo per l'intera giornata.
Oltre la sfilata: Bormio tra sport e cultura
Il Pasquale non è solo una portantina, ma un'atmosfera di condivisione intergenerazionale e lavoro artigianale che avvolge il centro storico. L'antica usanza contadina, sospesa tra religione e folklore, attira numerosi turisti desiderosi di assistere a questo spettacolo unico.
Al termine della sfilata, una giuria valuterà i Pasquali in base al significato religioso, alla qualità artigianale e artistica e alla fedeltà alla tradizione. Le opere rimarranno esposte in piazza del Kuerc fino al lunedì di Pasquetta, offrendo un'ulteriore opportunità di ammirarle. Bormio, in questo periodo, offre anche numerose attività sportive sulla neve, come ciaspolate, freeride e sci alpinismo, oltre a proposte culturali come la mostra "Espressione plastica universale" e visite guidate del centro storico.