Ambiente

Ghiacciai alpini: archivio climatico di 6.000 anni scompare

16 marzo 2026, 18:45 3 min di lettura
Ghiacciai alpini: archivio climatico di 6.000 anni scompare Immagine generata con AI Bolzano
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Ghiacciai alpini: prezioso archivio climatico in scioglimento

Le Alpi stanno perdendo un inestimabile archivio storico del clima degli ultimi 6.000 anni. Lo scioglimento accelerato dei ghiacciai sta infatti cancellando le tracce lasciate dal passato, rendendo irrecuperabili preziose informazioni. Questo fenomeno rappresenta una grave perdita per la comprensione dei cambiamenti climatici passati e presenti.

Un esempio emblematico si trova sulla Cima del Lago Bianco, a circa 3.500 metri di altitudine, al confine tra Alto Adige e Tirolo austriaco. Qui, nel 2019, i ricercatori avevano estratto una carota di ghiaccio lunga dieci metri. Oggi, lo spessore del ghiacciaio in quel punto è ridotto a poco più di cinque metri, segno tangibile della rapida scomparsa di questo storico deposito di dati climatici.

Dati climatici e impatto umano nel ghiaccio

Le particelle intrappolate nel ghiaccio, come pollini, fuliggine e metalli, costituiscono un registro dettagliato delle fluttuazioni climatiche naturali e dell'influenza crescente delle attività umane. Le analisi di questi campioni permettono di ricostruire con precisione gli eventi passati.

«A partire dal 950 d.C. circa, compaiono picchi di arsenico, piombo, rame e argento che coincidono con fasi di intensa attività mineraria e metallurgica medievale nelle Alpi e in altre regioni europee», ha spiegato Azzurra Spagnesi dell'Università Ca' Foscari di Venezia, autrice principale dello studio. L'impronta umana è diventata sempre più evidente fino al XVII secolo, documentando un impatto crescente sull'ambiente alpino.

Urgenza di salvaguardare i dati climatici

Di fronte alla velocità con cui i ghiacciai si ritirano, i ricercatori si adoperano per recuperare quanti più dati possibile prima che vadano perduti per sempre. Durante la Piccola Era Glaciale, la massa ghiacciata raggiungeva uno spessore di circa 30 metri, un contrasto netto con i pochi metri rimasti oggi.

La glaciologa Andrea Fischer dell'Öaw sottolinea l'importanza del ghiaccio come «ottima trappola per tutto ciò che viene trasportato nell'aria». Le analisi confermano che l'attuale fase di riscaldamento sulle Alpi è eccezionale, con un'intensità che non si osservava da almeno 800.000 anni. Il disgelo dei ghiacciai e del permafrost solleva inoltre nuove preoccupazioni riguardo ai cambiamenti del paesaggio alpino e ai potenziali rischi naturali.

La storia delle Alpi attraverso il ghiaccio

Le analisi condotte sui campioni di ghiaccio rivelano chiaramente la «colonizzazione delle Alpi» avvenuta durante il periodo interglaciale mite medievale, con l'inizio del disboscamento su larga scala delle aree montane. Anche il periodo mite interglaciale di epoca romana è chiaramente documentato. I dati sui pollini ottenuti da questi campioni mostrano una sorprendente concordanza con quelli raccolti da campioni di torba da Geosphere Austria, rafforzando l'affidabilità delle ricostruzioni storiche.

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