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Gli affitti brevi in Alto Adige registrano un incremento quasi triplo rispetto alla media nazionale. L'associazione Hgv solleva preoccupazioni sulla gestione del mercato e chiede controlli più stringenti per garantire la sicurezza e l'equità.

Affitti brevi in forte crescita in Alto Adige

Nell'agosto 2026, gli alloggi su Airbnb in Alto Adige hanno raggiunto quota 9.351 unità. Questo dato segna un incremento del 19,9% rispetto all'anno precedente. A livello nazionale, nello stesso periodo, la crescita si è attestata al 7,2%. Queste cifre provengono da uno studio di Federalberghi.

L'Unione albergatori e pubblici esercenti (Hgv) ha evidenziato questo trend. L'associazione sottolinea come gli affitti brevi siano ormai una componente consolidata dell'offerta turistica. Tuttavia, è fondamentale analizzare l'evoluzione di questo mercato. Occorre comprendere le ricadute sui comuni e sui residenti.

Il presidente dell'Hgv, Klaus Berger, ha dichiarato: «Ciò che conta, tuttavia, è capire come si sta evolvendo questo mercato e quali conseguenze comporta per i comuni. Perché nei luoghi che accolgono i turisti vivono anche persone che hanno bisogno di una casa».

Gestione professionale degli alloggi brevi

L'offerta di affitti brevi mostra una crescente professionalizzazione. L'88,2% degli annunci riguarda interi alloggi. Inoltre, l'87,8% degli annunci fa capo a operatori che gestiscono più strutture ricettive. Questo indica una tendenza verso la commercializzazione.

La disponibilità degli immobili è elevata. Oltre due terzi degli immobili sono offerti per più di sei mesi all'anno. Le località con il maggior numero di annunci sono Merano (505), Bolzano (340), Castelrotto (339), Badia (279) e Bressanone (261).

Il direttore dell'Hgv, Raffael Mooswalder, ha commentato: «In Alto Adige, quasi nove annunci Airbnb su dieci fanno capo a operatori che gestiscono più alloggi. In molti casi, quindi, non si tratta più della semplice locazione occasionale di un appartamento privato».

Preoccupazioni per la sicurezza e il mercato immobiliare

L'associazione esprime preoccupazione anche sul fronte della sicurezza. A livello nazionale, solo il 55,6% degli annunci indica la presenza di un estintore. Il rilevatore di monossido di carbonio è segnalato solo nel 47,5% dei casi. Dati specifici per l'Alto Adige non sono disponibili in questo studio.

In provincia, si è riscontrato che 688 annunci, pari al 7,4% del totale, non riportavano il Codice identificativo nazionale. Questo non implica necessariamente una mancanza di registrazione.

L'Hgv chiede dati più precisi sull'utilizzo degli immobili residenziali. Questo è particolarmente rilevante vista la difficoltà del mercato abitativo locale. L'associazione sollecita controlli rigorosi sul rispetto delle normative vigenti. Si auspica un monitoraggio più accurato dell'uso turistico degli immobili. Inoltre, si richiede l'instaurazione di condizioni eque per tutte le forme di ricettività.

Domande frequenti sull'argomento

Cosa sono gli affitti brevi?
Gli affitti brevi si riferiscono alla locazione di immobili per periodi inferiori a 30 giorni. Sono spesso gestiti tramite piattaforme online come Airbnb e sono diventati una forma di turismo sempre più diffusa.

Perché l'Hgv chiede controlli più rigorosi?
L'Hgv chiede controlli più rigorosi per garantire la sicurezza degli ospiti, assicurare il rispetto delle normative vigenti e creare condizioni di parità tra le diverse forme di ospitalità. Inoltre, si vuole monitorare l'impatto sul mercato immobiliare locale e sulla disponibilità di alloggi per i residenti.