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Philip Morris smentisce categoricamente voci di ridimensionamento produttivo nel suo stabilimento di Bologna. L'azienda conferma gli investimenti annunciati e garantisce la piena occupazione, nonostante le agitazioni sindacali.

Philip Morris smentisce ridimensionamenti a Bologna

L'azienda Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna (Pmmtb) ha smentito con fermezza ogni ipotesi di ridimensionamento produttivo. Questa posizione arriva in risposta all'annuncio di agitazione sindacale da parte di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilterc-Uil. I sindacati avevano proclamato uno sciopero di 16 ore. Avevano anche convocato un'assemblea pubblica per il 24 giugno.

La decisione sindacale è maturata a causa di uno stallo nelle trattative. I sindacati denunciano tattiche dilatorie da parte dell'azienda. L'obiettivo sarebbe stato quello di rimandare la discussione dopo la pausa estiva. L'azienda ha ribadito il proprio impegno. La promessa è di garantire la piena occupazione. Verranno realizzati tutti gli investimenti precedentemente annunciati.

Impianto di Bologna polo strategico globale

Philip Morris ha espresso sorpresa per i toni di allarme. Questi riguardano il futuro dell'impianto di Bologna. L'azienda ha descritto il sito come un polo strategico a livello globale. Questa importanza è riconosciuta fin dalla sua nascita.

Attualmente, lo stabilimento impiega oltre 2.000 persone. L'azienda sottolinea che questo numero è cresciuto costantemente nel tempo. Le prospettive future sono orientate alla crescita. Questo riguarda sia l'occupazione sia i volumi produttivi.

Nuovo incontro tra azienda e sindacati

È stato fissato un nuovo incontro tra azienda e rappresentanti sindacali. La data prevista è il 29 giugno. L'obiettivo è approfondire le questioni emerse nelle ultime settimane. L'azienda riconosce il valore della rappresentanza sindacale. Promuove un confronto aperto e responsabile.

Philip Morris ha ribadito la propria disponibilità. Intende proseguire il dialogo con le parti sociali. Si vuole collaborare anche con le istituzioni. L'obiettivo è trovare soluzioni condivise. Queste dovranno tutelare i lavoratori. Dovranno valorizzare il lavoro svolto. Infine, dovranno rafforzare la competitività del sito nel lungo periodo.

Le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilterc-Uil avevano annunciato l'apertura dello stato di agitazione. Questo è avvenuto dopo l'ennesimo stallo nelle trattative. L'azienda ha smentito categoricamente ogni ipotesi di ridimensionamento industriale. La nota aziendale ha confermato l'impegno a garantire piena occupazione. Sono stati confermati anche tutti gli investimenti annunciati.

L'azienda ha espresso sorpresa per i toni di allarme. Questi riguardano il futuro dell'impianto di Bologna. L'impianto è definito un polo strategico per il gruppo a livello globale. Il sito produttivo impiega attualmente oltre 2.000 persone. Il numero è cresciuto costantemente negli anni. Le prospettive si confermano orientate alla crescita. Questo vale sia in termini occupazionali sia di volumi produttivi.

Un nuovo incontro è stato fissato per il 29 giugno. L'obiettivo è approfondire le questioni sollevate. Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna riconosce pienamente il valore della rappresentanza sindacale. Promuove un confronto aperto e responsabile. L'azienda ribadisce la disponibilità a proseguire il dialogo. Si vuole collaborare con le parti sociali e le istituzioni. L'intento è individuare soluzioni condivise. Queste dovranno tutelare le persone. Dovranno valorizzare il lavoro. Infine, rafforzare la competitività del sito nel lungo periodo.