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Luca Spada, ex soccorritore di Meldola, rinuncia all'udienza al Riesame. La decisione è legata alle indagini ancora in corso.

Rinuncia all'udienza al Riesame

Luca Spada, un ex autista soccorritore di Meldola, ha deciso di rinunciare all'istanza di Riesame. L'udienza era prevista per la mattinata di oggi presso il tribunale di Bologna.

L'uomo si trova in custodia cautelare in carcere dall'11 aprile. È accusato di omicidio volontario. Il fatto riguarda un'anziana paziente trasportata in ambulanza.

Indagini per sei omicidi

Il 27enne è indagato dalla Procura di Forlì. Le accuse riguardano sei omicidi. Tuttavia, la misura cautelare attuale si riferisce solo a un caso specifico.

La vittima è Deanna Mambelli, 85 anni. L'episodio sarebbe avvenuto il 25 novembre 2025. L'anziana sarebbe deceduta dopo un'iniezione d'aria tramite catetere venoso.

Motivazioni della rinuncia

L'avvocato Marco Martines, che difende Spada insieme alla collega Gloria Parigi, ha spiegato la scelta. Il pubblico ministero non ha depositato le ultime indagini. Queste sono state svolte freneticamente dopo l'interrogatorio di garanzia.

Le indagini sono ancora in corso. Questo fatto determina la permanenza del rischio di inquinamento della prova. Tale rischio è una delle motivazioni alla base della misura cautelare.

La difesa ha ritenuto opportuno non proseguire con l'istanza di Riesame in questo momento. Si attenderà la conclusione delle indagini. Ci sarà tempo per presentare la difesa davanti al giudice competente.

Contesto delle indagini

La misura cautelare in carcere è stata disposta l'11 aprile. Le indagini della Procura di Forlì hanno portato all'iscrizione nel registro degli indagati di Luca Spada per sei presunti omicidi.

Il caso specifico che ha portato alla custodia cautelare riguarda il decesso di Deanna Mambelli, 85 anni. La donna è morta il 25 novembre 2025. Secondo le accuse, Spada le avrebbe iniettato aria con un catetere venoso mentre era in ambulanza.

La difesa ha sottolineato che le indagini sono ancora in una fase dinamica. Il deposito tardivo di alcuni atti investigativi ha portato alla decisione di rinunciare all'udienza. Si preferisce attendere un quadro investigativo completo per poter esercitare al meglio il diritto alla difesa.

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