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Un ex chirurgo estetico di Bologna è sotto processo per aver causato gravi lesioni a una paziente. La procura ha richiesto una condanna di sei mesi, mentre la difesa della vittima punta a un'accusa più grave e a un risarcimento significativo.

Richiesta condanna per lesioni gravi

Il pubblico ministero Luca Venturi ha formulato una richiesta di condanna a sei mesi di reclusione. L'imputato è Stefano Stracciari, un ex medico e chirurgo estetico. L'uomo è stato radiato dall'Ordine professionale. Il processo lo vede accusato di lesioni colpose.

I fatti contestati riguardano un intervento eseguito su una donna di 45 anni. La paziente si era rivolta allo studio di Stracciari a Pianoro. L'obiettivo era il posizionamento di fili di trazione sugli zigomi. Tuttavia, l'esito fu drammatico: il volto della donna risultò sfigurato.

Secondo l'accusa, il danno fu causato dall'uso illecito di olio di silicone. Questa sostanza è vietata per uso medico dal 1993. L'utilizzo in questo caso è considerato dall'accusa una grave violazione.

La difesa della vittima chiede pena più severa

L'avvocato Luca Portincasa, che assiste la parte lesa, ha avanzato una richiesta più incisiva alla giudice Natalia Finzi. Il legale ha chiesto che Stracciari venga condannato per lesioni gravissime. Questa qualificazione del reato prevede pene più severe, fino a due anni di reclusione.

Oltre alla richiesta di condanna penale, il legale ha avanzato anche richieste di natura civile. È stato richiesto un risarcimento danni pari a 150mila euro. In alternativa, è stata proposta una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro. Questa somma dovrebbe essere versata subito, in attesa della definizione completa del risarcimento.

Altre inchieste e precedenti dell'ex medico

Attualmente, Stefano Stracciari si trova detenuto. La sua carcerazione avviene nell'ambito di un'altra inchiesta condotta dalla Procura. In quel procedimento, le parti offese sono una decina. Le accuse includono lesioni colpose, uso di medicinali guasti e imperfetti, e introduzione nello Stato di dispositivi medici contraffatti.

Queste condotte sarebbero state commesse tra il 2023 e il 2025. In quel periodo, Stracciari fu prima sospeso dall'esercizio della professione medica. Successivamente, la misura cautelare fu aggravata e portò al suo arresto. L'aggravamento avvenne dopo che fu scoperto a ricevere ancora pazienti nel suo studio.

La scoperta avvenne grazie alle telecamere de Le Iene. Anche i Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) confermarono la violazione. Questo accadde nonostante i sigilli apposti dai carabinieri allo studio medico. L'operatività clandestina nonostante i divieti è un punto chiave delle indagini.

Dichiarazioni spontanee e attesa della sentenza

Al termine dell'udienza, Stracciari ha avuto la possibilità di rilasciare dichiarazioni spontanee. Ha ribadito la sua posizione, come già fatto in precedenza. Ha affermato di non essere a conoscenza della sua radiazione dall'Ordine professionale. Ha inoltre contestato l'uso di silicone liquido sulla paziente.

Secondo la sua difesa, non ci sarebbero prove concrete che dimostrino l'utilizzo di tale sostanza. La giudice Natalia Finzi ha fissato la data della sentenza. La decisione è attesa per il 26 maggio. La comunità locale attende con interesse l'esito di questo caso.

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