Comitati cittadini chiedono risposte concrete alla politica regionale riguardo al progetto del gasdotto "Linea Adriatica". La mobilitazione punta a ottenere chiarezza sugli impegni presi e sulla valutazione dell'impatto ambientale.
Richiesta di trasparenza sul gasdotto
I gruppi di opposizione al progetto del gasdotto denominato «Linea Adriatica» intensificano le loro azioni. Questi comitati, attivi a L'Aquila e Sulmona, stanno esercitando una pressione crescente sui rappresentanti politici regionali. L'obiettivo primario è ottenere risposte chiare e concrete riguardo agli impegni precedentemente assunti. La loro mobilitazione si concentra su una risoluzione specifica.
Tale documento, approvato lo scorso anno dalla Commissione Ambiente del Consiglio regionale d’Abruzzo, aveva espresso un netto diniego all'opera. La risoluzione, presentata dal consigliere Pierpaolo Pietrucci, fu votata all'unanimità. Questo passaggio istituzionale rappresenta un momento cruciale nella lunga storia del metanodotto.
Impatto ambientale e criticità territoriali
I comitati ricordano che la posizione assunta si inserisce in un quadro di pronunciamenti contrari già espressi dalla Regione Abruzzo. Questi pareri sono accomunati da una profonda preoccupazione per le conseguenze ambientali e territoriali del progetto. Gli attivisti definiscono l'opera non solo invasiva, ma anche «inutile e anacronistica». Sottolineano la crescente urgenza di abbandonare le fonti fossili per contrastare i cambiamenti climatici.
La risoluzione impegnava il presidente della Regione a intraprendere azioni precise a livello governativo. Tra queste, una nuova valutazione dell'impatto ambientale e un'analisi indipendente dei costi e dei benefici. Si chiedeva anche l'aggiornamento delle norme sulle distanze di sicurezza. Inoltre, si richiedeva l'individuazione di aree idonee per impianti simili. Infine, si sollecitava un vincolo archeologico sull'area di Case Pente, a Sulmona, dove sono in corso i lavori per la centrale di compressione.
Stato di attuazione degli impegni
Nonostante i mesi trascorsi, i comitati lamentano la mancanza di chiarezza sullo stato di attuazione di questi impegni. La situazione diventa ancora più urgente dato che la centrale di compressione continua a prendere forma. Contemporaneamente, Snam si prepara ad avviare i lavori per il metanodotto stesso. Le criticità sollevate dai comitati non riguardano solo l'ambiente.
Vengono evidenziate anche le fragilità del contesto territoriale. Oltre 100 chilometri dell'infrastruttura attraverserebbero le aree interne dell’Abruzzo. Queste zone sono già segnate da fragilità economiche, spopolamento e carenze infrastrutturali. A ciò si aggiunge il tema del rischio sismico. Tale rischio è particolarmente rilevante in un'area classificata ad alta pericolosità, come confermato da studi scientifici.
Richiesta di incontro e risposte immediate
I rappresentanti dei comitati, Emanuele Amadio e Mario Pizzola, hanno formalmente richiesto un incontro alle istituzioni regionali. Essi affermano: «Non possiamo permettere che un progetto di questa portata venga portato avanti senza una piena trasparenza e senza verifiche aggiornate». L'obiettivo è ottenere chiarimenti puntuali e rapidi.
Sottolineano che «l'importanza del problema impone risposte immediate». La battaglia contro il gasdotto entra quindi in una nuova fase. I cittadini si dichiarano pronti a mantenere alta l'attenzione. Chiederanno conto alla politica delle scelte future riguardanti questo progetto.