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La polizia di Padova ha eseguito sette misure cautelari contro un'organizzazione criminale specializzata in furti di rame e metalli preziosi. L'indagine ha svelato un'attività predatoria mirata a ditte venete ed emiliane.

Furti aggravati e ricettazione nel Padovano

Un'operazione di polizia ha portato all'emissione di sette misure cautelari. Queste sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari di Padova. Le persone coinvolte appartengono a famiglie nomadi. Sono accusate di far parte di un sodalizio criminale. Questo gruppo è ritenuto responsabile di almeno 13 furti.

I colpi hanno riguardato rame, metalli preziosi e utensili da lavoro. Le attività prese di mira erano ditte e stabilimenti industriali. I furti si sono concentrati nella provincia di Padova. Le indagini sono durate oltre sei mesi. La Squadra Mobile padovana ha eseguito le misure. Queste includono il carcere, i domiciliari e il divieto di dimora.

Il presunto capo della banda risiede nella provincia di Rovigo. Le misure sono state eseguite nei suoi confronti e dei suoi complici. L'operazione ha colpito un'organizzazione ben strutturata. La sua attività predatoria ha destato preoccupazione tra gli operatori economici.

Obiettivi mirati e alta specializzazione

Tra aprile e giugno 2026, il gruppo ha colpito principalmente aziende metalmeccaniche. Sono state prese di mira anche ditte specializzate nella lavorazione di metalli duri. In particolare, il carburo di tungsteno e il rame erano i materiali prediletti. La questura di Padova ha sottolineato la natura degli obiettivi. La scelta dei siti e la tipologia del materiale rubato sono stati elementi chiave.

Gli investigatori hanno ritenuto che i responsabili appartenessero a gruppi criminali altamente specializzati. Queste organizzazioni dimostrano una significativa capacità organizzativa. Hanno anche condotto un'attività preventiva di osservazione. Questa serviva a selezionare i siti da colpire con precisione.

La metodologia utilizzata suggerisce una pianificazione meticolosa. I criminali studiavano i luoghi, i sistemi di sicurezza e i beni da asportare. Questo approccio ha reso difficile la loro identificazione iniziale. La collaborazione tra diverse forze dell'ordine è stata fondamentale.

Estensione dei furti a più province

I furti non si sono limitati alla sola provincia di Padova. Le indagini hanno rivelato un raggio d'azione più ampio. Sono state danneggiate sette ditte nel Padovano. Altri due episodi sono avvenuti nella provincia di Venezia. Un ulteriore furto è stato registrato nel Trevigiano. Infine, due ditte a Bologna sono state anch'esse vittime del gruppo.

L'estensione geografica dei reati indica una rete criminale ben organizzata. La capacità di operare in diverse province suggerisce una logistica efficiente. Questo permetteva ai malviventi di spostarsi e colpire senza essere facilmente intercettati.

Agli indagati vengono contestati anche altri reati. Tra questi figura la ricettazione di un autocarro Fiat Ducato. È stato anche rubato un furgone Citroen Jumper. Questi veicoli erano utilizzati per commettere i furti. La loro disponibilità era essenziale per il trasporto della refurtiva.

Indagini e misure cautelari

Il presunto capo della banda è stato trasferito in carcere a Rovigo. Le indagini sono partite da segnalazioni di imprenditori derubati. Questi hanno denunciato la sparizione di ingenti quantità di materiale. Il valore del rame e dei metalli preziosi sul mercato nero è elevato. Questo rende i furti di questo tipo particolarmente redditizi per le organizzazioni criminali.

Le forze dell'ordine hanno lavorato per mesi per ricostruire i fatti. Hanno utilizzato intercettazioni, pedinamenti e analisi dei tabulati telefonici. L'obiettivo era identificare tutti i membri del sodalizio. Si è cercato anche di recuperare la refurtiva, spesso rivenduta rapidamente.

La collaborazione tra le procure di Padova e Bologna è stata cruciale. Questo ha permesso di unificare le indagini e di avere un quadro completo dell'attività criminale. Le misure cautelari mirano a interrompere l'operatività del gruppo. Si vuole anche prevenire la commissione di ulteriori reati. La presenza di nuclei familiari all'interno dell'organizzazione suggerisce una struttura radicata.

La lotta ai furti di rame e metalli preziosi è una priorità per le forze dell'ordine. Questi reati causano danni economici ingenti alle imprese. Possono anche compromettere infrastrutture critiche. La rapida risposta delle autorità dimostra l'impegno nel contrastare queste forme di criminalità. La provincia di Padova si conferma un'area attenta alla sicurezza del tessuto produttivo.

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