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I Carabinieri del NAS hanno scoperto gravi irregolarità igienico-sanitarie e frodi in diverse cantine dell'Emilia-Romagna. Sono stati sequestrati prodotti per oltre 120.000 euro e tre attività sono state sospese.

Irregolarità igienico-sanitarie nelle cantine

Le indagini dei Carabinieri del NAS di Bologna hanno rivelato condizioni igieniche allarmanti in diverse aziende vinicole. Le ispezioni hanno interessato circa venti tra enoteche, cantine e stabilimenti enologici. Queste verifiche sono state condotte in collaborazione con l'Icqrf, l'Ispettorato centrale per la tutela della qualità e la repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari. Le aree geografiche maggiormente interessate dai controlli sono state il Bolognese, il Faentino e la bassa Romagna.

Le scene trovate dai militari sono state particolarmente preoccupanti. Sono state documentate la presenza di muffe nere sui soffitti e sulle pareti, in prossimità delle botti contenenti vino. Inoltre, sono stati riscontrati escrementi di roditori e animali domestici, come gatti. La presenza di scarafaggi ha ulteriormente aggravato il quadro igienico. Queste condizioni rappresentano un serio rischio per la salubrità dei prodotti destinati al consumo.

Centinaia di chilogrammi di uva, trovata in uno stato avanzato di decomposizione, sono stati rinvenuti. Questo materiale non era idoneo alla vinificazione e costituiva un focolaio di contaminazione. Le autorità hanno sottolineato come tali condizioni violino le normative più basilari in materia di sicurezza alimentare. Le indagini hanno portato alla sospensione o alla chiusura di tre attività. Queste aziende mancavano dei requisiti igienico-sanitari essenziali. Inoltre, erano prive dei necessari titoli autorizzativi per operare. La gravità delle violazioni ha reso necessaria l'interruzione delle loro attività.

Frodi e vini 'fasulli' scoperti

Oltre alle problematiche igieniche, le indagini hanno messo in luce diverse frodi commerciali. Sono state scoperte cucine, laboratori e sale degustazione allestite in modo abusivo. Queste aree venivano utilizzate per servire pasti caldi ai clienti. La preparazione e la somministrazione di cibi in contesti non autorizzati rappresenta una grave violazione delle norme sanitarie. Molti prodotti alimentari, come salumi, formaggi e conserve, venivano offerti senza la necessaria notifica sanitaria. Mancava anche l'implementazione di un piano Haccp (Hazard Analysis and Critical Control Points). Questo piano è fondamentale per garantire la sicurezza alimentare.

Sono emerse anche criticità nella gestione dei prodotti fitosanitari. Questi prodotti venivano stoccati senza adeguate protezioni in aree aperte. In alcuni casi, erano conservati in armadietti non chiusi a chiave. Ciò li rendeva accessibili anche ai visitatori, specialmente durante eventi e degustazioni. Tale pratica espone a rischi significativi per la salute pubblica. Le irregolarità hanno riguardato anche la designazione dei vini. Sono state contestate difformità nell'indicazione dei vitigni utilizzati. Inoltre, è stato rilevato un uso improprio di marchi registrati. Queste pratiche miravano a ingannare il consumatore.

L'evocazione indebita di vitigni e denominazioni protette, sia per vini generici che per vini a Denominazione di Origine Protetta (DOP), è stata una delle principali frodi accertate. Questo tipo di inganno danneggia sia i consumatori, che acquistano prodotti non conformi alle aspettative, sia i produttori onesti che rispettano le normative. Sono stati sequestrati alimenti con etichettature discordanti e ingannevoli. Tra questi, confezioni di pasta e conserve di frutta. La loro produzione avveniva senza le dovute cautele e adeguate procedure di pastorizzazione. Ciò aumenta il rischio di contaminazione batterica.

Sequestri e sanzioni per un valore elevato

Il bilancio dell'operazione condotta dai NAS è significativo. Sono stati posti sotto sequestro circa 15.000 litri di masse vinose sfuse. Questo include mosti in fermentazione e vino già imbottigliato. Il valore stimato di questi prodotti sequestrati ammonta a circa 110.000 euro. La qualità e la provenienza di queste masse vinose erano dubbie, giustificando il provvedimento cautelativo. Le autorità hanno agito per prevenire la commercializzazione di prodotti potenzialmente dannosi o contraffatti.

Oltre ai liquidi, sono stati sequestrati anche 140 litri di liquori ad alta gradazione alcolica. Questi liquori erano stati prodotti in modo abusivo, attraverso processi di infusione non controllati. Il loro valore è stato stimato in circa 10.000 euro. Nello stesso contesto, sono stati confiscati 1.200 chilogrammi di altri prodotti alimentari. Questi includevano confetture e conserve autoprodotte, realizzate senza una corretta valutazione dei rischi. Erano presenti anche uve passite deteriorate e infestate da parassiti. Infine, è stata sequestrata pasta con etichettatura irregolare. Il valore totale di questi alimenti sequestrati si aggira intorno ai 10.000 euro.

Complessivamente, il valore dei beni sequestrati supera i 120.000 euro. Le autorità hanno inoltre contestato 15 sanzioni amministrative. L'ammontare totale di queste sanzioni ammonta a 25.000 euro. Queste multe sono state comminate per le diverse violazioni riscontrate, che vanno dalle carenze igieniche alle irregolarità documentali e di etichettatura. L'operazione dei NAS mira a garantire la trasparenza e la sicurezza nel settore agroalimentare. Essa serve anche a tutelare i consumatori da pratiche commerciali scorrette e potenzialmente pericolose per la salute.

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