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L'udienza preliminare per l'omicidio di Nadia Khaidar a Bologna è stata rinviata. L'imputato, accusato di omicidio aggravato, sostiene di non aver voluto uccidere la vittima. La difesa contesta le aggravanti e chiede il rito abbreviato.

Udienza preliminare per omicidio a Bologna

Si è aperta l'udienza preliminare per il caso di Nadia Khaidar. L'imputato, Redouane Ennakhali, cittadino marocchino di 45 anni, è accusato di averla uccisa. La donna, Nadia Khaidar, 50enne connazionale, è deceduta dopo essere stata aggredita nella sua abitazione a Bologna. L'aggressione avvenne il 27 luglio 2025. Il decesso sopraggiunse l'8 ottobre dello stesso anno, a seguito delle gravi ferite riportate.

Durante l'udienza, l'imputato avrebbe rilasciato dichiarazioni spontanee. In queste, Redouane Ennakhali avrebbe affermato: «Non volevo ucciderla». Queste parole sono state pronunciate davanti al Giudice dell'Udienza Preliminare, Andrea Romito. L'uomo si trova attualmente in custodia cautelare in carcere.

Motivazioni dietro l'omicidio e stalking

Secondo la ricostruzione del Pubblico Ministero, Domenico Ambrosino, l'imputato era ossessionato dalla vittima. Nutriva un forte desiderio di iniziare una relazione sentimentale con lei. Il suo rancore era alimentato dai continui rifiuti ricevuti da Nadia Khaidar. L'uomo era convinto che la donna avesse altre relazioni e lo screditasse.

Per questo motivo, Redouane Ennakhali avrebbe installato un localizzatore satellitare sotto l'auto della vittima. L'obiettivo era controllarne gli spostamenti. La mattina dell'omicidio, l'imputato avrebbe inviato oltre 760 messaggi alla donna. L'aggressione si è verificata nell'appartamento di via del Cossa, dove la 50enne risiedeva. La vittima sarebbe stata trascinata all'interno e colpita con un coltello e un altro oggetto contundente.

Aggravanti e richieste della difesa

L'omicidio è aggravato da diversi capi d'accusa. Tra questi figurano lo stalking, i futili motivi e l'aver agito in stato di ubriachezza preordinata. Quest'ultima circostanza sarebbe stata finalizzata a commettere il reato. La difesa dell'imputato, rappresentata dagli avvocati Alfonso Marra e Rocco Cariglino, ha sollevato delle questioni procedurali.

Hanno evidenziato che durante le indagini non è stata effettuata una consulenza medico-legale come accertamento irripetibile. Tale accertamento avrebbe richiesto un avviso alle parti. Inoltre, i legali hanno contestato le aggravanti contestate al loro assistito. Hanno espresso la volontà di accedere al rito abbreviato, qualora le aggravanti venissero a cadere.

Rinvio dell'udienza e prossimi passi

Il Giudice dell'Udienza Preliminare, Andrea Romito, ha preso atto delle istanze presentate dalla difesa. Ha deciso di rinviare l'udienza. La nuova data fissata è l'11 settembre. In quella sede, il giudice valuterà le questioni sollevate dai legali di Redouane Ennakhali. L'esito di questa valutazione sarà cruciale per determinare il prosieguo del procedimento giudiziario.

Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della tragica vicenda. La comunità di Bologna attende risposte sulla morte di Nadia Khaidar. La giustizia dovrà fare il suo corso per accertare le responsabilità e le pene.