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L'Alleanza per l'articolo 27 denuncia il sovraffollamento estremo alla Dozza di Bologna e le criticità al carcere minorile Pratello. Le condizioni detentive destano forte preoccupazione.

Sovraffollamento critico alla Dozza di Bologna

La casa circondariale della Dozza a Bologna affronta una crisi di sovraffollamento preoccupante. Attualmente ospita 828 detenuti. La capienza regolamentare prevista è di soli 480 posti. Questo numero si riduce ulteriormente a causa dei lavori di ristrutturazione in corso. La situazione è aggravata dalla presenza di 433 tossicodipendenti tra i reclusi. Le condizioni peggiorano a causa del caldo intenso e della scarsità di ventilatori. Anche l'infermeria presenta criticità evidenti.

Questi dati emergono dalle visite effettuate dall'Alleanza per l'articolo 27. Questa rete nazionale mira a promuovere il diritto alla funzione rieducativa della pena. Le condizioni attuali sembrano minare questo principio fondamentale. Il sovraffollamento strutturale è considerato il problema maggiore. La salute e il benessere dei detenuti sono seriamente compromessi.

Criticità al carcere minorile Pratello

Anche il carcere minorile Pratello presenta una situazione complessa. I lavori di ristrutturazione hanno portato a una progressiva diminuzione dei posti disponibili. Entro la settimana, si prevede una capienza di soli 22 posti. Attualmente, sono presenti 26 ragazzi. Di questi, 15 sono minorenni e 11 sono giovani adulti. Questa discrepanza tra capienza e presenza richiede attenzione immediata.

Dal primo marzo, 54 persone sono state trasferite. Circa la metà ha ottenuto misure alternative. L'altra metà è stata spostata in altri istituti penali per minorenni. Due giovani adulti sono stati trasferiti in carceri per adulti. La decisione è stata presa per motivi disciplinari, in applicazione del decreto Caivano. La gestione dei giovani adulti in contesti minorili richiede un approccio attento.

Appelli per interventi urgenti

La vicesindaca di Bologna, Emily Clancy, ha sottolineato la necessità di un legame tra la città e il carcere. «La città vuole entrare nel carcere, che non deve essere visto come un luogo separato», ha affermato. L'obiettivo è integrare la cittadinanza in questi spazi. Si vuole vigilare affinché il Pratello mantenga condizioni compatibili con la capienza. È fondamentale garantire un'effettiva attività trattamentale. La situazione alla Dozza resta invece molto più preoccupante. Il sovraffollamento è ormai considerato strutturale.

Il Garante dei detenuti del Comune di Bologna, Antonio Ianniello, ha definito i numeri «non più sostenibili». Ha evidenziato la necessità di «interventi deflattivi da parte del decisore politico». Altrimenti, si assisterà a un ulteriore peggioramento delle condizioni detentive. Anche l'attore Alessandro Bergonzoni ha partecipato alla visita. Ha espresso il suo pensiero: «Noi cittadini non siamo garanti dei detenuti, ma dovremmo sentirci coinvolti. Le colpe vanno scontate ma non possono passare attraverso condizioni che diventano una forma di tortura».