Condividi

La mostra 'L'Arduo Cimento' di Guido Moretti a Bologna presenta 100 opere tra dipinti e disegni, oltre a 3 video. L'esposizione, ospitata a Palazzo Pepoli, esplora l'adattamento umano in ambienti estremi come montagne e deserti, evidenziando saperi antichi e la necessità di un uso consapevole delle risorse.

Mostra 'L'Arduo Cimento' a Palazzo Pepoli

Bologna ospita una nuova esposizione artistica. Si tratta di 'L'Arduo Cimento. Abitare la montagna, abitare il deserto'. L'evento si terrà dal 2 al 19 ottobre. La sede prescelta è Palazzo Pepoli, sede del Museo della storia di Bologna. L'artista protagonista è Guido Moretti. Egli è un ingegnere e progettista di architettura. Da sempre disegna e dipinge. Moretti fu allievo del pittore bolognese Guido Bugli.

La mostra presenterà un totale di cento opere. Queste includono dipinti realizzati con tecnica acrilica e numerosi disegni. Saranno esposti anche tre video. Ogni video contiene circa 200 disegni. Questi provengono dai 'Taccuini di Viaggio' dell'artista. I video sono dedicati a specifici territori. Tra questi le Valli Trentine. Altri riguardano il deserto sahariano e mediorientale. Un video è focalizzato su Upper Mustang. Quest'ultimo è noto come l'Ultimo Tibet, nel Nepal Himalayano.

Video e saperi millenari in mostra

Un aspetto particolarmente originale della rassegna sono i tre video. Questi presentano una voce narrante. Essa illustra i saperi millenari dei popoli che abitano quei territori. Gli uomini che vivono in ambienti di grande freddo e grande caldo. Hanno saputo non solo vincere condizioni ambientali estreme. Hanno anche creato grandi civiltà e culture. Queste possono essere di esempio oggi. Servono per affrontare un futuro che richiederà un uso più appropriato delle risorse. La natura appare severa in queste opere. È dominata da una forza primitiva. Questa impone silenzio e misura all'uomo. Nei territori estremi, dalla montagna al deserto. Abitare non è un gesto neutro. È un cimento, una prova continua. Richiede adattamento, equilibrio e ascolto. Il paesaggio non accoglie. Esso interroga. Non protegge, ma espone. Richiede presenza, conoscenza e responsabilità. Le forme dell'abitare diventano essenziali. Talvolta minime. Sempre consapevoli di un limite invalicabile. Superarlo avrebbe conseguenze.

Montagna e deserto: ambienti a confronto

La montagna, con le sue altitudini e pendenze. Le sue stagioni radicali di grande freddo. Il deserto, con la sua estensione senza riparo. La rarefazione delle risorse. La luce implacabile e il grande caldo. Pur nella loro distanza, questi ambienti condividono una medesima condizione. Lo spiega lo stesso artista, Guido Moretti. Entrambi richiedono essenzialità. Necessitano di vigile presenza e disciplina interiore. I popoli della montagna e del deserto hanno costruito nel tempo saperi. Hanno sviluppato tecniche e culture dell'abitare. Queste rispondono alla durezza dei luoghi senza negarla. Si tratta di architetture adattive. Economie basate sul risparmio di risorse. Pratiche di equilibrio con l'ambiente. 'L'arduo cimento' è il racconto di questa tensione. È la narrazione di una sfida costante. Una sfida che l'uomo affronta con ingegno e rispetto per la natura. L'esposizione offre uno spunto di riflessione. Invita a considerare il rapporto tra uomo e ambiente. Soprattutto in contesti difficili. La mostra è un'occasione unica per ammirare l'arte di Guido Moretti. Un artista che unisce competenze tecniche a una profonda sensibilità. La sua opera ci ricorda l'importanza dell'adattamento. E la necessità di vivere in armonia con il pianeta.