Condividi

La Procura di Bologna estende l'analisi forense a un secondo telefono di Abderrahim Fakir, deceduto durante un intervento di polizia. L'obiettivo è raccogliere ulteriori elementi sulla sua salute.

Nuovi elementi dall'indagine sulla morte di Fakir

La Procura di Bologna ha deciso di ampliare le indagini. La consulenza informatica già disposta sul primo cellulare di Abderrahim Fakir, 42enne deceduto il 19 luglio nel rione Pilastro, riguarderà anche un secondo dispositivo. Questo telefono, inizialmente non individuato, era comunque nella disponibilità dell'uomo.

I magistrati sperano di ottenere informazioni cruciali sulle condizioni di salute di Fakir dai dati estratti da entrambi i telefoni. L'esistenza di questo secondo apparecchio era nota da tempo agli inquirenti. Era utilizzato per comunicazioni e messaggistica.

Tuttavia, fino a poco tempo fa, non era stato possibile localizzarlo. La svolta è avvenuta nel pomeriggio di ieri. Una persona che ne era in possesso ha consegnato il dispositivo alla Procura. Questa persona è stata anche ascoltata dai magistrati.

Consegna del secondo cellulare alla Procura

I pubblici ministeri avevano già identificato la persona in questione. Si tratta di un individuo estraneo ai fatti oggetto dell'indagine. Circa una settimana fa, le era stato chiesto se detenesse il cellulare.

Dopo alcuni giorni di riflessione, la persona ha deciso di consegnare il telefono. Questo gesto potrebbe fornire elementi determinanti per chiarire i fatti. L'indagine mira a ricostruire le circostanze del decesso.

Nei prossimi giorni, l'esame tecnico verrà esteso. Il consulente incaricato, l'ingegnere Giuseppe Ferraro, analizzerà anche il secondo telefono. Tutte le parti coinvolte nell'indagine verranno debitamente informate.

Indagini in corso e persone indagate

Per la morte di Abderrahim Fakir, due poliziotti e quattro volontari della Croce Rossa sono stati iscritti nel registro degli indagati. L'ipotesi di reato è omicidio colposo.

Le indagini sono coordinate dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi e dai pm Francesca Arienti e Domenico Ambrosino. Il procuratore capo Paolo Guido supervisiona l'intera inchiesta.

L'ampliamento della consulenza informatica rappresenta un passo significativo. Potrebbe portare alla luce nuovi dettagli utili a comprendere appieno la dinamica degli eventi. La Procura punta a una ricostruzione completa e accurata dei fatti.

La consegna del secondo cellulare è un elemento chiave. Permette agli inquirenti di accedere a un quadro informativo più completo. Questo potrebbe influenzare l'esito delle indagini in corso.

Le autorità giudiziarie continuano a lavorare per fare piena luce sulla vicenda. L'analisi dei dati estratti dai due dispositivi sarà fondamentale.

Le parti interessate attendono gli sviluppi dell'indagine. La giustizia cerca risposte chiare e definitive.