La Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna ha stabilito che la cooperativa Estragon e il suo legale rappresentante dovranno restituire più di 66mila euro al Comune di Bologna. La condanna riguarda crediti indebitamente riconosciuti a seguito di avvisi pubblici.
Condanna per crediti indebiti a Bologna
La Corte dei Conti, sezione giurisdizionale dell'Emilia-Romagna, ha emesso una sentenza di condanna. La cooperativa Estragon e il suo presidente, Manuele Roveri, sono stati obbligati a restituire fondi al Comune di Bologna. L'importo stabilito supera i 66mila euro. Questa somma rappresenta il totale dei crediti non dovuti. I fondi erano stati erogati dal Dipartimento Cultura del Comune. La decisione fa seguito a un'indagine avviata nel 2023. L'indagine è partita da una segnalazione di consiglieri comunali. Questi ultimi appartenevano a Fratelli d'Italia.
False dichiarazioni per bandi comunali
Tra il 2019 e il 2022, Manuele Roveri ha presentato diverse richieste. Queste erano destinate a bandi comunali. Tra i progetti figurano Incredibol, Bologna Estate e il Progetto Iicc. In queste domande, Roveri avrebbe dichiarato il falso. Affermava che la cooperativa fosse in regola con i pagamenti dei tributi locali. In realtà, Estragon aveva accumulato debiti significativi. I debiti riguardavano Tari, Tares e Tarsu. L'ammontare di questi debiti variava tra i 30mila e i 44mila euro. Le verifiche della Guardia di finanza hanno messo in luce queste irregolarità. I pm contabili hanno evidenziato condotte dannose per l'erario. Queste condotte hanno coinvolto sia Estragon sia il suo amministratore. La falsa comunicazione di assenza di debiti era necessaria per partecipare ai bandi. La partecipazione era subordinata all'assenza di pendenze tributarie. Il riconoscimento dei contributi pubblici dipendeva da questa condizione.
Dolo accertato per il legale rappresentante
I giudici hanno stabilito che la condotta di Manuele Roveri è stata dolosa. Roveri era pienamente consapevole della situazione debitoria della cooperativa. Lo ha attestato il fatto che ha dichiarato il falso. Per partecipare ai bandi, era richiesta una dichiarazione di responsabilità. Questa dichiarazione doveva confermare la presa visione dei requisiti. La pena per la mancata dichiarazione era l'esclusione. È stato provato documentalmente che Roveri ha reiterato tali dichiarazioni. Ha affermato di aver preso visione dei bandi e di possedere i requisiti. La sua consapevolezza della situazione debitoria è quindi certa. Questo ha portato all'accertamento del dolo.
Condannati anche due dirigenti comunali
La sentenza ha colpito anche due funzionari del Comune di Bologna. Sono stati condannati in via sussidiaria per colpa grave. Il dottor Osvaldo Panaro, ex direttore del Settore Cultura e Creatività, dovrà pagare 11mila euro. La dottoressa Giorgia Boldrini, sua successora, è stata condannata a 22mila euro. Entrambi i dirigenti avrebbero omesso di effettuare i controlli necessari. Non hanno verificato la posizione debitoria dei richiedenti. Questa omissione ha permesso l'erogazione dei fondi indebiti. La loro responsabilità è stata quindi accertata in sede giudiziaria.