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La Red Bull Scatené ha portato a Bologna una competizione unica con bici artigianali e costumi stravaganti. La gara, svoltasi sotto i portici di San Luca, ha visto sfidarsi partecipanti creativi su un percorso impegnativo.

Sfida ciclistica tra creatività e divertimento

Personaggi come il Genio della lampada e Babbo Natale hanno animato una gara ciclistica insolita. L'evento, chiamato Red Bull Scatené, si è svolto nel pomeriggio di sabato. Ha trasformato la Salita delle Orfanelle in una festa su due ruote.

Numerosi spettatori si sono radunati lungo il percorso. Hanno assistito a una competizione che univa la fatica della salita a costumi bizzarri. Le biciclette, reinventate dai partecipanti, hanno aggiunto un tocco di originalità. La voglia di mettersi in gioco era palpabile.

Bologna ha offerto la sua cornice suggestiva e la sua ispirazione. La sfida ha celebrato simboli, personaggi e l'ironia tipica della città. Questo luogo, noto per le sue pendenze e le imprese ciclistiche, è diventato uno spazio di aggregazione.

La manifestazione ha favorito l'incontro tra chi pedalava e chi incitava i concorrenti lungo il tracciato. L'atmosfera era di condivisione e divertimento. La passione per il ciclismo si è unita alla creatività.

Oscar Lionello e Cristian Bonini trionfano

A conquistare la vittoria nella prima edizione è stato Oscar Lionello. Il premio per la miglior bicicletta custom è andato a Cristian Bonini. La giuria era composta dai creator di Space Valley.

Questi ultimi hanno avuto un ruolo centrale nella giornata. Hanno anche svolto la funzione di speaker, animando l'evento. La loro presenza ha aggiunto un ulteriore elemento di interesse.

Il percorso presentava sfide notevoli. I partecipanti hanno dovuto affrontare settecento metri di lunghezza. Il dislivello era di cento metri. Le pendenze raggiungevano il 18%. Le biciclette dovevano essere rigorosamente monomarcia.

Red Bull Scatené ha introdotto ostacoli tematici. Questi erano ispirati a elementi iconici di Bologna. Tra questi, il Nettuno e gli umarell. Non sono mancati riferimenti a libri e ai portici cittadini.

La gara ha messo alla prova resistenza fisica, equilibrio e capacità di reazione. I concorrenti hanno dovuto gestire imprevisti lungo il tracciato. La competizione ha richiesto prontezza di riflessi.

La finale e le dichiarazioni dei vincitori

La competizione si è sviluppata attraverso batterie di qualificazione fino alla finale. La voglia di arrivare primi si è unita al desiderio di distinguersi. La presentazione al via era importante quanto la prestazione.

Tra un travestimento e una bici modificata, la competizione è rimasta autentica. Oscar Lionello ha tagliato per primo il traguardo della finale. È diventato così il primo campione di Red Bull Scatené nella sua città.

«Vincere a casa è proprio bello», ha dichiarato Oscar al termine della prova. «Ci sono qui tutti i miei amici e la mia famiglia. Io sono un ciclista, ma solitamente non pratico ciclismo su strada. Faccio parte di un gruppo di mountain bike, la mia specialità è l'enduro.»

«Non ho toccato una bici per due settimane», ha aggiunto. «Mi sono allenato la settimana prima con la corsa. Oggi ero veramente carico.» La sua preparazione, seppur non specifica per la disciplina, si è rivelata efficace.

La bici-razzo di Cristian Bonini

Una parte della sfida si è svolta prima dell'evento. Molti partecipanti hanno lavorato nelle officine e nei garage. Hanno utilizzato attrezzi, decorazioni e progetti da completare nelle ore serali. La creatività è stata fondamentale.

Il premio per la miglior bici custom è stato assegnato a Cristian Bonini, con il pettorale 78. La sua creazione era una bici-razzo. Era ispirata a Wile E. Coyote e Beep Beep. Era accompagnata da una maschera realizzata con polistirolo e colla a caldo.

Alla domanda sul perché di questa scelta, Cristian ha risposto: «La vera domanda è: perché no? Scatenati, si può fare tutto. Se ci sei, devi fare le cose fatte bene, non a metà.»

«Dovevamo inseguire qualcosa per essere motivati», ha spiegato. «Così mi hanno detto: 'Ti mettiamo Beep Beep davanti; hai una bici-razzo, come fai a perdere?'. Effettivamente sono arrivato ultimo della mia batteria, ma almeno siamo arrivati con stile!»

«Il vero team di ingegneri e i progettisti sono dei miei amici», ha continuato. «A me è arrivata una telefonata di mercoledì sera: 'Abbiamo bisogno di un rider per una bici molto performante'. Come potevo dire di no? Da quel momento, tutte le sere fino all'una in officina a finire il progetto.»

Il risultato è stato una bicicletta di circa venti chili. Questa versione ha visto Wile E. Coyote finalmente avere successo. «La bici pesa una ventina di chili», ha confermato Cristian. «Ma questa volta Wile E. Coyote è riuscito a fare denuncia all'Acme, gli hanno ridato gli attrezzi buoni ed è riuscito a prendere Beep Beep, incredibilmente.»

«E per la maschera, con un po' di polistirolo e colla a caldo si fa qualsiasi cosa», ha concluso. Il progetto vincitore è stato scelto dagli Space Valley. Questo collettivo di creator è nato a Bologna nel 2016. Hanno anche animato la giornata al microfono.