La Procura di Trani ha conferito l'incarico per le autopsie sui corpi dei coniugi di Bisceglie, deceduti in circostanze tragiche. Le indagini proseguono per chiarire la dinamica dell'evento.
Autopsie sui coniugi di Bisceglie
La Procura della Repubblica di Trani ha dato il via alle procedure per gli esami autoptici. L'incarico è stato affidato al dottor Davide Ferorelli, dell'istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. Questi accertamenti sono fondamentali per ricostruire con precisione gli eventi che hanno portato alla morte dei coniugi.
I corpi delle vittime saranno esaminati per determinare le cause esatte del decesso. Le operazioni autoptiche potrebbero iniziare nel pomeriggio del giorno successivo al conferimento dell'incarico. I risultati forniranno elementi cruciali per le indagini dei carabinieri.
Tragedia a Bisceglie: i fatti
La vicenda ha scosso profondamente la comunità di Bisceglie, nel nord Barese. Una donna di 54 anni, Patrizia Lamanuzzi, è morta dopo essere precipitata dal quinto piano di un edificio in via Vittorio Veneto. Secondo le prime ricostruzioni, il marito, Luigi Gentile, 61 anni, si sarebbe lanciato nel vuoto dallo stesso balcone.
La coppia stava attraversando un periodo di separazione dopo oltre 25 anni di matrimonio. Questo aspetto è al centro delle indagini per comprendere le motivazioni dietro il tragico epilogo. I carabinieri stanno lavorando per definire la dinamica esatta dell'accaduto, che sembra configurarsi come un omicidio seguito da suicidio.
Il dolore del nipote e il messaggio sui social
Il nipote della donna, Pietro de Cillis, ha espresso il suo profondo dolore e la sua incredulità attraverso un lungo post sui social media. Le sue parole descrivono un senso di perdita e rabbia per la violenza subita dalla zia.
«Dentro di noi c'è un silenzio che urla», ha scritto il nipote. Ha descritto la zia come una persona generosa, il cui amore era un «superpotere». La sua morte è stata definita «violenza cieca, assurda, senza senso». Il post sottolinea come la donna sia stata «uccisa da chi non ha saputo accettare la sua libertà».
«Questo non è amore. Questo è possesso malato. Questo non è un raptus. Questo è un delitto», ha affermato con forza Pietro de Cillis. Ha anche espresso scuse alla zia per non averla protetta a sufficienza e per aver sottovalutato i segnali di pericolo. «Scusa se questa società non ti ha protetta abbastanza», si legge nel post.
Promesse e ricordi
Il post del nipote prosegue con la promessa che il ricordo della zia non sarà offuscato dalla violenza della sua morte. «Quel mostro non vincerà», ha dichiarato, assicurando che l'ultima parola su Patrizia Lamanuzzi sarà legata alla sua vita e ai suoi gesti.
«L'ultima parola su di te sarà la vita che hai donato, saranno i sorrisi che hai acceso nelle nostre facce stanche», ha continuato. Ha promesso di portare avanti il suo esempio di vita, di aiutare chi è solo e di affrontare le difficoltà con positività, proprio come gli aveva insegnato la zia.
«Giuriamo che il tuo sorriso non morirà con te, lo porteremo noi e lo urleremo al mondo finché non diventerà contagioso come era il tuo», ha concluso il nipote, esprimendo la volontà di onorare la memoria della zia con azioni concrete.