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Le esequie di Angelo Pizzi, 62 anni, ucciso a Bisceglie, hanno visto un forte appello alla vita e alla non violenza. La comunità si stringe contro la criminalità.

L'ultimo saluto ad Angelo Pizzi a Bisceglie

La comunità di Bisceglie si è riunita per l'ultimo saluto ad Angelo Pizzi. Le note di "Knockin' On Heaven's Door" hanno accompagnato l'uscita dalla chiesa. Pizzi, 62 anni, era un maître di sala. È stato assassinato lo scorso 30 aprile. L'omicidio è collegato a una faida tra clan baresi.

Il parroco, don Michele Barbaro, ha celebrato le esequie nella chiesa di Santa Maria Madre di Misericordia. Ha definito l'omicidio un atto di violenza. Questo gesto esprime una chiara volontà di potere. Si afferma tramite l'uso delle armi e la prepotenza.

Un appello a non cedere alla violenza

«Non possiamo arrenderci a una logica disfattista», ha esordito il parroco. Ha sottolineato la necessità di non soccombere. La situazione è spiazzante ma non segna la fine. È fondamentale riaffermare il senso della vita. Dobbiamo educare i più piccoli a questo valore.

Il sacerdote ha citato le Scritture. «Saranno i miti a ereditare la terra», ha affermato. Non gli operatori di iniquità. Non coloro che usurpano spazi destinati alla crescita. Lo fanno con forza e denaro. Spazi che dovrebbero essere per una comunità sana.

Educare alla giustizia e alla non violenza

La comunità deve proteggere i bambini. Hanno il diritto di giocare in strade sicure. Anche nei parchi e in ambienti protetti. Il parroco ha invitato adulti e famiglie. Ha esortato gli anziani a educare i più piccoli. L'educazione deve riguardare il rispetto e la giustizia. Fondamentale è anche la non violenza.

Serve un'azione educativa che coinvolga tutti. Tutte le agenzie educative devono partecipare. Devono esprimere fermezza nel rifiutare ogni logica. Rifiutare l'indifferenza, il compromesso e la rassegnazione. Queste logiche non devono prevalere.

Il ricordo di un collega e il lutto cittadino

Al termine delle esequie, è stato proclamato il lutto cittadino. Il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Anagrano, ha indetto la giornata. Un collega della vittima ha letto una lettera commovente. Ha descritto Angelo Pizzi come un uomo semplice e buono. Era modesto e un grande lavoratore.

Il collega ha ricordato i molti anni di lavoro insieme. Lo ha definito instancabile, pieno di entusiasmo. Aveva ideali e allegria. «Lino amava la vita ma gli è stata rubata», ha concluso. «Non ti dimenticheremo Lino, perché ti vogliamo troppo bene». Le parole hanno espresso il profondo affetto della comunità.

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