Economia

Ristoranti in crisi: calano i pubblici esercizi a Bergamo

24 marzo 2026, 02:15 3 min di lettura
Ristoranti in crisi: calano i pubblici esercizi a Bergamo Immagine da Wikimedia Commons Bergamo
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Pubblici esercizi bergamaschi in calo

Il settore della ristorazione e dei pubblici esercizi nella provincia di Bergamo sta attraversando un periodo di flessione. A fine 2025, il numero totale di imprese attive è sceso a 7.083 unità, registrando una diminuzione dell'1,1% rispetto all'anno precedente. Complessivamente, sono venute meno 78 attività.

La contrazione ha colpito in modo particolare i bar, che hanno visto la chiusura di 54 esercizi. Tuttavia, per la prima volta dopo anni di crescita, anche le attività di ristorazione segnano un saldo negativo, con una perdita di 20 locali. Si registrano inoltre cali anche nella fornitura di pasti e nell'intrattenimento.

Confronto pre e post pandemia

Analizzando il periodo che va dal 2019 al 2025, emerge un quadro più ampio delle trasformazioni in atto. I bar hanno subito la flessione più marcata, con 482 chiusure e un calo del 14%. Questo dato contrasta con la crescita registrata dai servizi di ristorazione, che hanno guadagnato 160 unità (+4,5%).

Un vero e proprio boom si osserva invece nella fornitura di pasti, che ha visto un incremento del 36,6% con 105 nuove attività aperte. Questo dato suggerisce un cambiamento nelle abitudini di consumo, con una preferenza crescente per soluzioni di pasto più immediate e meno legate alla socialità tradizionale.

Cambiamento abitudini e sostenibilità economica

Oscar Fusini, direttore di Confcommercio Bergamo, attribuisce questa contrazione a un mutamento profondo dei consumi e delle abitudini sociali. L'era digitale, caratterizzata da smart TV, giochi online e uso intensivo degli smartphone, starebbe allontanando le persone dalla socialità tipica di bar e locali.

Per quanto riguarda la ristorazione, Fusini evidenzia la crescente difficoltà legata alla sostenibilità economica, influenzata dai costi del lavoro e dal mercato immobiliare. Inoltre, si assiste a una polarizzazione del settore: mentre le microimprese con pochi addetti sono in calo, le aziende di medie e grandi dimensioni, spesso legate a catene e franchising, mostrano una tendenza alla crescita.

Mancanza di ricambio generazionale e nuove sfide

Un altro fattore critico evidenziato è la difficoltà nel ricambio generazionale. Le imprese giovanili sono diminuite del 3,4% nel 2025, e anche le imprese a guida femminile hanno registrato un calo. Al contrario, si nota un aumento dei titolari stranieri (+4%).

Petronilla Frosio, presidente del Gruppo Ristoratori di Confcommercio Bergamo, sottolinea come la formazione e la strutturazione della scuola alberghiera abbiano rallentato l'ingresso dei giovani nel settore. Molti preferiscono infatti lavorare come dipendenti, percependo uno stipendio simile ma con minori responsabilità. La conciliazione vita-lavoro rappresenta una sfida crescente per le donne imprenditrici.

La carenza di personale, la burocrazia e la viabilità sono ulteriori elementi che aggravano la situazione, mettendo a rischio la funzione sociale che queste attività hanno storicamente svolto sul territorio.

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