Rider a Bergamo: presidio per più tutele e diritti
Manifestazione rider a Bergamo per diritti
Nel pomeriggio di sabato 14 marzo, una ventina di rider si sono riuniti in piazza Pontida a Bergamo. L'iniziativa, promossa dalla Cgil, rientra in una giornata di mobilitazione nazionale volta a contrastare lo sfruttamento nel settore del food delivery e a rivendicare condizioni lavorative dignitose.
I lavoratori, che operano quotidianamente su bicicletta, affrontano lunghe ore di lavoro, anche in condizioni meteorologiche avverse, senza godere di diritti e tutele fondamentali. La protesta mira a porre fine alla precarietà dilagante nel settore.
Le rivendicazioni dei rider
Ayman Bourrai, rappresentante della Nidil Cgil di Bergamo, ha sottolineato la situazione critica dei rider. Molti di loro lavorano fino a 70 ore settimanali, con pagamenti che non sempre coprono l'intero arco dell'attività svolta. La retribuzione attuale, stimata tra le 3 e le 4 ore per consegna, non tiene conto delle distanze percorse.
Le richieste principali avanzate durante il presidio includono un aumento delle tutele e dei diritti, una retribuzione più equa e certa, e la subordinazione dei lavoratori. L'obiettivo è ottenere l'applicazione del contratto nazionale per il trasporto merci e la logistica.
Obiettivo: contratto nazionale e stipendi adeguati
L'applicazione del contratto nazionale comporterebbe un inquadramento a tempo pieno e un aumento significativo delle retribuzioni. Si parla di stipendi lordi che potrebbero passare dagli attuali 1200-1300 euro a circa 2000 euro lordi, garantendo così una maggiore stabilità economica ai lavoratori.
Secondo le stime del sindacato, nella provincia di Bergamo operano tra i 500 e i 600 rider, di cui circa un centinaio nella sola città. Una percentuale significativa, pari all'85%, è costituita da lavoratori di origine immigrata, provenienti principalmente da Pakistan, Iran e Afghanistan.