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Pensioni in Bergamasca: un assegno per oltre il 40%

Nella provincia di Bergamo, un numero significativo di residenti beneficia di un sostegno economico mensile dall'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS). I dati più recenti, relativi all'inizio del 2026, rivelano che ben 420.155 prestazioni pensionistiche vengono erogate, superando la soglia del 40% della popolazione totale.

Questa analisi, condotta dalla Federazione Nazionale Pensionati (FNP) CISL, mette in luce la pervasività del sistema pensionistico nella vita economica del territorio bergamasco. La maggior parte di queste erogazioni riguarda le pensioni di vecchiaia, confermando il trend di una popolazione in progressivo invecchiamento.

Dettaglio delle prestazioni pensionistiche

Le pensioni di vecchiaia costituiscono la fetta più consistente, con 277.263 assegni erogati. L'importo medio per questa categoria si attesta sui 1.578 euro mensili. Si osserva una disparità di genere: gli uomini percepiscono in media 1.918 euro, mentre le donne si fermano a 1.126 euro.

A queste si aggiungono circa 10.000 assegni di invalidità, con importi medi leggermente superiori ai mille euro per gli uomini e circa 915 euro per le donne. Le pensioni di reversibilità, destinate a vedovi e vedove, ammontano a circa 80.000. Infine, si contano 6.000 assegni sociali e 46.000 pensioni per invalidi civili, con un'erogazione mensile che si aggira sui 500 euro per tutti i beneficiari.

Impatto dell'inflazione e prospettive future

Nel corso del 2025, l'assegno pensionistico medio ha registrato un incremento dell'1,28% rispetto all'anno precedente. Tuttavia, questo aumento è stato significativamente eroso dall'inflazione, che ha superato tale percentuale, portando a una reale perdita di potere d'acquisto per molti pensionati.

Oltre 135.000 beneficiari, di cui 96.000 donne, ricevono mensilmente meno di mille euro. La FNP CISL evidenzia inoltre come un numero crescente di ex dipendenti INPS, oltre 26.000, percepisca pensioni superiori ai 3.000 euro, con un incremento del 400% in soli dieci anni.

Le criticità evidenziate dalla FNP CISL

Giacomo Meloni, segretario generale di FNP CISL Bergamo, pone l'accento su alcune criticità. In particolare, sottolinea la maggiore incidenza delle donne tra i percettori di pensioni di reversibilità e un importo medio generalmente inferiore rispetto ai colleghi uomini. Viene evidenziata la problematica dei «contributi silenti», ovvero quelli versati prima della legge Fornero, che penalizzano le donne che non raggiungono i 15 anni di contributi.

La perdita del potere d'acquisto è considerata un'emergenza attuale e futura. La situazione potrebbe aggravarsi per chi andrà in pensione dopo il 2030, basandosi esclusivamente sul sistema contributivo, con un ulteriore impoverimento dell'assegno pensionistico.

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