Gen Z e manager: divergenza su ambizione e lavoro
Priorità lavorative a confronto: manager e Gen Z
Un'indagine internazionale ha messo in luce una significativa discrepanza tra le aspettative dei responsabili delle assunzioni e i valori della Generazione Z riguardo al mondo del lavoro. I risultati indicano che solo una minima percentuale di giovani under 27 condivide pienamente le priorità individuate dai manager.
Il dibattito sul rapporto tra aziende e giovani è spesso semplificato, riducendo il problema a una presunta minore ambizione o resilienza dei più giovani. Tuttavia, i dati suggeriscono un disallineamento più profondo tra i valori aziendali e quelli che guidano le nuove generazioni.
Valori a confronto: ambizione vs. impatto sociale
Il report internazionale «Hiring Managers vs. Gen Z Priorities» confronta le visioni di oltre duemila responsabili delle assunzioni con quelle di migliaia di giovani della Gen Z. L'analisi, supportata anche dai dati dell'osservatorio italiano Delta Index con sede a Bergamo, evidenzia come le aziende e i giovani interpretino il lavoro in modo differente.
Per i manager, le qualità decisive in un candidato sono principalmente tre: il desiderio di successo professionale, la volontà di apprendere e crescere, e la disponibilità a dedicare tempo ed energie al lavoro. Questi fattori, che rappresentano circa il 75% delle preferenze dei recruiter, riflettono un modello culturale consolidato di carriera orientata alla performance.
La Generazione Z, invece, pone al primo posto la possibilità di aiutare concretamente gli altri, sia nella comunità che nel contesto sociale. Valori come la sicurezza economica, la qualità della vita, le relazioni familiari e l'impatto sociale sono prioritari per oltre la metà dei giovani intervistati. L'impegno professionale e il successo in carriera emergono solo in una fase successiva.
Il lavoro nella vita della Gen Z
Questo non implica un disinteresse per il lavoro, ma piuttosto una sua collocazione all'interno di una visione più ampia della vita. Per molti giovani, il lavoro è una delle dimensioni per raggiungere una vita soddisfacente, non l'unica fonte di realizzazione personale.
Il concetto di successo professionale, centrale per i manager, appare ambivalente per la Gen Z. Oltre il 60% dei giovani desidera ridurre la pressione legata al successo professionale, indicando un cambiamento nella definizione stessa di riuscita, che può includere stabilità economica, autonomia e benessere personale.
La sicurezza finanziaria è una priorità per circa il 42% della Gen Z, vista più come protezione dalle crisi economiche e dalla precarietà che come ricerca di status. Contrariamente a certi stereotipi, la ricerca di notorietà o fama sui social media risulta tra i valori meno importanti per questa generazione.
Strategie aziendali per attrarre i talenti
Le aziende si trovano di fronte a una sfida strategica: adattare il proprio linguaggio e le proprie politiche per attrarre i talenti della Gen Z. Un approccio focalizzato esclusivamente su ambizione e performance rischia di escludere una parte significativa dei giovani.
Le organizzazioni che sapranno integrare la crescita professionale con la qualità della vita, il benessere e un senso di scopo nel lavoro avranno un vantaggio competitivo nel mercato dei talenti. La trasformazione in atto suggerisce che il lavoro rimane importante, ma non è più disposto a occupare l'intero spazio della vita individuale.