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Il neonato Pietro, abbandonato nella Culla per la vita di Bergamo, è stato accolto con affetto. Le sue condizioni sono stabili e la comunità si stringe attorno a lui.

Neonato Pietro accolto all'ospedale Papa Giovanni XXIII

Il piccolo Pietro, neonato affidato alla Culla per la vita della Croce Rossa di Bergamo, sta bene. Il bambino ha trascorso la notte in ospedale senza problemi. Si è alimentato regolarmente e ha risposto positivamente alle cure ricevute. Le sue condizioni generali sono considerate buone e stabili. Continua a ricevere assistenza qualificata e attenta.

Il piccolo è stato lasciato dalla madre nella struttura del quartiere Loreto. L'allarme della Culla per la vita è scattato non appena la finestrella è stata aperta. L'intervento dei soccorritori è stato immediato, avvenuto in meno di un minuto.

Il commovente racconto dei soccorritori

I tre soccorritori della Croce Rossa, due uomini e una donna, hanno condiviso la loro emozione. «Ci siamo messi a piangere e l’abbiamo trattato come se fosse nostro figlio», hanno raccontato. Abituati a interventi di emergenza diversi, si sono trovati di fronte «lo sbocciare di una vita».

Hanno definito l'evento un momento di profonda umanità. L'esperienza ha toccato profondamente il team di soccorso. Hanno sottolineato la delicatezza della situazione vissuta. Hanno agito con la massima cura possibile.

La Culla per la vita: un gesto di speranza

Il presidente del Comitato di Bergamo della Cri, Gianluca Sforza, ha espresso orgoglio per la missione umanitaria compiuta. «Salvare una vita e far sapere a una donna, nel momento più drammatico, che esiste una possibilità», ha dichiarato. La Culla per la vita è una delle dieci strutture attive in Lombardia.

La collaborazione tra la Croce Rossa Italiana e l’Associazione Donne Medico ha reso possibile questo servizio. La struttura garantisce anonimato e protezione alla madre. L'apertura della finestrella attiva un allarme sonoro e visivo. Un centralinista monitora le telecamere per un intervento rapido.

La lettera della madre: "Ti amiamo tantissimo"

Accanto al piccolo Pietro è stato trovato un biglietto, presumibilmente scritto dalla madre. Una breve lettera anonima a penna esprimeva tutto il suo amore. «Ti auguro una vita piena di gioia e di serenità, che in questo momento non ti possiamo dare. Ma sei stato tanto amato. Ti amo tantissimo», si leggeva.

Melania Cappuccio, presidente dell’Associazione italiana Donne Medico, ha commentato il gesto. «Questa donna ha donato la vita due volte: la prima mettendo al mondo il suo bambino, la seconda affidandolo alle cure di altri». Ha definito la scelta dolorosa ma supportata da una risposta pronta e umana.

Gianluca Sforza ha ribadito il senso della Culla per la vita. «Dare una possibilità ulteriore a una donna nel momento più difficile della propria vita». Ha sottolineato l'importanza di far conoscere l'esistenza di questa risorsa. È fondamentale che le donne sappiano che esiste questa via d'uscita.

Domande frequenti sulla Culla per la vita

Cos'è la Culla per la vita e come funziona?

La Culla per la vita è un dispositivo di sicurezza che permette di affidare un neonato in modo anonimo e sicuro. Quando la finestrella della culla viene aperta, scatta un allarme che allerta i soccorritori. Il personale interviene rapidamente per prendere in cura il bambino, garantendo assistenza medica e protezione.

Dove si trovano le culle per la vita in Lombardia?

In Lombardia sono attive dieci culle per la vita, frutto della collaborazione tra la Croce Rossa Italiana e l’Associazione Donne Medico. Queste strutture sono presenti in diverse province della regione, offrendo un'opzione di sicurezza per le madri in difficoltà.

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