Presentato 'Sezione Rondine' per contrastare l'abbandono scolastico
Milano, 20 aprile – La Regione Lombardia ha presentato oggi il progetto ‘Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero’. L’iniziativa mira a combattere il fenomeno della dispersione scolastica attraverso un approccio educativo innovativo.
Il progetto è nato dalla convinzione che la lotta all’abbandono scolastico richieda più di una semplice didattica potenziata. È necessario che le scuole siano luoghi capaci di ascolto, inclusione e orientamento verso il futuro. L’iniziativa è parte del programma ZeroNeet, promosso da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia con il supporto di Intesa Sanpaolo.
Il 'Metodo Rondine' nelle scuole lombarde
‘Sezione Rondine’ introduce nelle scuole lombarde il ‘Metodo Rondine’. Questo approccio educativo si basa sulla trasformazione creativa dei conflitti, sul dialogo e sulla corresponsabilità tra studenti e docenti.
L’obiettivo principale è rafforzare le relazioni educative all’interno degli istituti. Si punta a prevenire il disagio giovanile, intercettare precocemente i segnali di demotivazione e contrastare l’abbandono scolastico agendo sulle cause profonde della fragilità, non solo sui sintomi.
Interventi e obiettivi del progetto
Alla presentazione hanno partecipato figure istituzionali e rappresentanti degli enti promotori. Tra questi, il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi.
Il presidente Fontana ha sottolineato l’importanza di intercettare i segnali di fragilità e isolamento. «Dietro ogni ragazzo fermo – ha dichiarato – c’è un talento da riattivare». Ha evidenziato gli investimenti in percorsi che integrano scuola, formazione e lavoro, con l’obiettivo di offrire fiducia, metodo e prospettive concrete.
L’assessore Tironi ha ribadito che il progetto mette al centro la persona e le relazioni. «È qui che si gioca la battaglia contro la dispersione e, a cascata, del rischio di diventare NEET», ha affermato. Ha inoltre menzionato il potenziamento dell’orientamento lungo tutto il percorso scolastico e il sostegno ai docenti.
Franco Vaccari, fondatore di Rondine Cittadella della Pace, ha descritto il progetto come il risultato di un incontro e della volontà di costruire un futuro concreto per i giovani. Ha enfatizzato la necessità di ripensare i processi educativi per rispondere alle fragilità attuali.
Dati e diffusione del progetto
Il progetto ha già avviato una fase pilota in tre scuole: ISIS Romero di Albino (Bergamo), Scuola Bottega (Brescia) e Liceo Vida (Cremona). In queste sedi sono state attivate sei Sezioni Rondine.
Attualmente, il progetto coinvolge la Città Metropolitana di Milano e 10 province lombarde. Sono 24 le scuole partecipanti, con 236 docenti in formazione e 224 già formati. Sono stati formati 26 tutor e 111 studenti sono stati inseriti nel percorso.
‘Sezione Rondine’ non è un’attività aggiuntiva, ma un percorso strutturale. Prevede la formazione dei docenti, la preparazione di tutor facilitatori relazionali e la co-progettazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) attraverso il Percorso Ulisse.
Un'alleanza per il futuro dei giovani
Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo, ha definito i 150.000 NEET in Lombardia una sfida per il futuro della regione. Ha sottolineato l’importanza della prevenzione e di un modello educativo che riconosca l’unicità di ogni persona.
Il progetto mira a creare un ambiente di fiducia, fondamentale per permettere ai giovani di ripartire e generare cambiamento. La collaborazione tra istituzioni, scuole, famiglie e imprese è vista come essenziale per il successo dell’iniziativa.
Domande frequenti
Cosa si intende per dispersione scolastica?
La dispersione scolastica si riferisce all'abbandono del percorso di studi prima del completamento previsto, spesso dovuto a demotivazione, difficoltà di apprendimento o problemi socio-relazionali.
Qual è l'obiettivo del programma ZeroNeet?
Il programma ZeroNeet, promosso da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, mira a contrastare il fenomeno dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione (NEET), offrendo loro opportunità di reinserimento e progettazione di vita.