Il mercato del lavoro dipendente in Veneto ha registrato una sostanziale stabilità nel secondo trimestre del 2026, con un saldo occupazionale positivo. Il settore turistico, in particolare a Venezia, ha giocato un ruolo cruciale, mentre l'agricoltura mostra segnali incoraggianti.
Tenuta del mercato del lavoro dipendente veneto
Nel periodo aprile-giugno 2026, il settore del lavoro dipendente nella regione Veneto ha mantenuto una posizione solida. I ritmi di crescita si sono mostrati più contenuti rispetto agli anni post-pandemia. Il bilancio delle posizioni lavorative è risultato positivo, con un incremento netto di 51.800 posti. Questo dato si allinea con quello registrato nell'anno precedente.
Si è osservato un aumento sia delle nuove assunzioni, pari al +2%, sia delle cessazioni di rapporto di lavoro, che hanno visto un incremento del +3%. Questi movimenti indicano una dinamica attiva nel mercato, sebbene inserita in un contesto economico generale di maggiore cautela.
Il turismo traina l'occupazione, agricoltura in crescita
La stagione turistica ha esercitato un impatto significativo sui risultati del trimestre. I contratti a tempo determinato hanno registrato un notevole aumento, con +41.600 posizioni. Anche i servizi legati al turismo hanno contribuito in maniera determinante, con un incremento di +72.100 posti. Il lavoro a tempo indeterminato ha mostrato un contributo meno marcato, con un aumento di +5.000 unità, inferiore ai +6.100 del secondo trimestre 2025.
Le imprese continuano a segnalare difficoltà nel reperire personale con le competenze necessarie. Tra le altre tipologie contrattuali, il lavoro intermittente ha registrato un andamento positivo. Il lavoro domestico è rimasto stabile, mentre il lavoro parasubordinato e i tirocini hanno subito una contrazione.
Andamenti settoriali e territoriali differenziati
A livello settoriale, l'agricoltura ha visto un incremento di +6.000 posizioni lavorative, mentre l'industria ha aggiunto +4.000 posti. Entrambi i settori mostrano segnali più favorevoli rispetto all'anno precedente. Il terziario, pur rimanendo positivo con +41.400 posizioni, ha risentito dell'anticipo della stagione turistica.
Le assunzioni sono aumentate nel settore agricolo (+6%) e nei servizi (+2%). Nel settore industriale, invece, le assunzioni sono rimaste invariate. Le province hanno seguito percorsi diversi: Venezia guida la crescita con +30.800 posti, trainata dal turismo. Verona segue con +15.800, supportata da agricoltura e industria.
Rovigo ha mostrato un miglioramento grazie all'agricoltura, mentre Belluno ha registrato una sostanziale stabilità. Padova e Vicenza presentano saldi ancora positivi ma inferiori rispetto all'anno precedente. Treviso è l'unica provincia con un saldo leggermente negativo.
Dati occupazionali complessivi in Veneto
Nel secondo trimestre del 2026, il Veneto contava circa 2,2 milioni di occupati. Di questi, 1,8 milioni erano lavoratori dipendenti. Le persone in cerca di occupazione ammontavano a 73 mila, mentre gli inattivi erano 1,9 milioni. Le potenziali forze di lavoro costituivano 62 mila unità.
Il tasso di occupazione nella fascia d'età 15-74 anni si è attestato al 61,3%, con un 53,8% per le donne. Il tasso di disoccupazione era del 3,2%, mentre il tasso di attività si posizionava al 63,3%. Questi indicatori confermano una situazione di sostanziale stabilità del mercato del lavoro regionale.