Marò Latorre si iscrive all'Ana di Bassano: «Grato agli alpini»
Latorre socio onorario dell'Ana Monte Grappa
Massimiliano Latorre, noto per essere stato uno dei due marò italiani al centro della lunga controversia diplomatica con l'India, ha ufficialmente aderito alla sezione Ana Monte Grappa di Bassano. La cerimonia di consegna della tessera di “aggregato” si è svolta sabato scorso, 14 marzo, presso la sede locale dell'Associazione Nazionale Alpini.
Accanto al marò, che ha compiuto 58 anni ed è ora in congedo, era presente anche sua moglie, anch'essa iscrittasi alla medesima sezione. Latorre ha espresso profonda gratitudine per il sostegno ricevuto dagli alpini durante il difficile periodo della sua detenzione e della vertenza giudiziaria internazionale.
Il legame tra Latorre e gli Alpini
Il presidente dell'Ana Monte Grappa, Giuseppe Rugolo, ha ricordato come Latorre abbia più volte manifestato di aver percepito la vicinanza e l'affetto degli alpini durante la sua prigionia. Già tra il 2012 e il 2014, in occasione dei rientri in Italia di Latorre per motivi di salute, gli alpini avevano esposto nastrini gialli con lo slogan «Riportateli a casa», a testimonianza della solidarietà del sodalizio.
Inoltre, durante le sue missioni all'estero, Latorre aveva avuto modo di conoscere e apprezzare il lavoro degli alpini del 4° Reggimento Paracadutisti Ranger. Un incontro con il presidente nazionale dell'Ana, Sebastiano Favero, aveva poi fatto emergere il desiderio del marò di associarsi all'Ana, indicandogli la sezione di Bassano.
La vicenda dei Marò e la chiusura del caso
La vicenda che ha coinvolto Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, entrambi appartenenti al 1º Reggimento San Marco, è iniziata il 15 febbraio 2012. Imbarcati sulla petroliera Enrica Lexie per missioni antipirateria, furono accusati dell'uccisione di due pescatori indiani al largo del Kerala.
Latorre fece rientro in Italia nel settembre 2014 per motivi di salute, mentre Girone tornò a maggio 2016. Il caso fu gestito da tribunali internazionali, tra cui il Tribunale Internazionale del Diritto del Mare di Amburgo e la Corte Permanente di Arbitrato dell'Aja, che nel 2020 riconobbe l'immunità ai militari italiani. L'Italia ha poi risarcito lo Stato indiano. L'indagine italiana nei confronti dei due marò è stata infine archiviata nel gennaio 2022.