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La percezione di sicurezza incide fortemente sulle abitudini di acquisto degli italiani. Oltre il 72% dei cittadini predilige aree percepite come sicure per fare acquisti, mentre il 61% valuta la sicurezza di un luogo prima di scegliere un ristorante. Questi dati emergono da un'indagine Censis-Confcommercio presentata a Bari, che analizza il legame tra sicurezza urbana, commercio di prossimità e vivibilità delle città.

Percezione di sicurezza e abitudini di consumo

La maggior parte degli italiani, precisamente il 72,4%, orienta le proprie decisioni di acquisto verso zone che ritiene sicure. Questa tendenza non riguarda solo i negozi, ma si estende anche alla ristorazione. Infatti, il 61,4% degli intervistati dichiara di valutare attentamente il livello di sicurezza di un'area prima di decidere dove pranzare o cenare.

Questi dati evidenziano come la sicurezza percepita sia diventata un fattore determinante nelle scelte quotidiane dei consumatori. La tranquillità di un ambiente si traduce in una maggiore propensione alla spesa. La ricerca, presentata a Bari, sottolinea come questo aspetto sia strettamente legato alla vivibilità delle città e alla salute del commercio di prossimità.

L'indagine Censis-Confcommercio, intitolata «inCittà», ha messo in luce come la criminalità e l'insicurezza urbana influenzino direttamente il comportamento dei cittadini. La paura di subire furti o aggressioni può portare a una contrazione dei consumi in determinate aree, penalizzando le attività commerciali.

La ricerca ha anche analizzato le tendenze relative ai furti e alle rapine negli esercizi commerciali. I dati indicano che i furti nei negozi sono tornati vicini ai livelli registrati prima della pandemia, con una diminuzione dell'1,4% tra il 2019 e il 2025. Tuttavia, le rapine hanno superato i valori pre-Covid, registrando un aumento del 10,6% nello stesso periodo.

Nel corso del 2025, un esercizio commerciale su dieci ha dovuto denunciare un furto, mentre cinque su mille hanno subito una rapina. Questi numeri confermano la persistente preoccupazione per la sicurezza nel settore del commercio al dettaglio.

Fattori che contribuiscono alla sicurezza urbana

La ricerca ha identificato diversi elementi che contribuiscono a rendere un quartiere più sicuro agli occhi dei cittadini. L'illuminazione pubblica gioca un ruolo fondamentale, essendo indicata dal 72% degli intervistati come un fattore chiave per la sicurezza. La presenza visibile delle forze dell'ordine è altrettanto importante, citata dal 62,4% dei partecipanti.

Anche la vitalità commerciale, rappresentata dalla presenza di negozi aperti, contribuisce a creare un senso di sicurezza. Il 40,7% degli intervistati ritiene che i negozi aperti rendano le aree più sicure. La tecnologia, come le telecamere e i sistemi di videosorveglianza, è considerata un elemento importante dal 39,1% dei cittadini.

Questi elementi, combinati, creano un ambiente urbano più rassicurante. La percezione di un quartiere sicuro non è solo una questione di assenza di criminalità, ma anche di presenza di servizi, illuminazione adeguata e visibilità delle autorità.

L'indagine evidenzia anche il ruolo attivo dei commercianti nella percezione di sicurezza. L'83,9% dei cittadini riconosce che i commercianti contribuiscono già oggi al decoro e alla sicurezza del territorio. Questo sottolinea l'importanza del commercio di prossimità non solo come attività economica, ma anche come presidio sociale.

La collaborazione tra istituzioni e cittadini è vista come essenziale. L'88,7% degli intervistati ritiene fondamentale rafforzare la cooperazione tra enti locali, forze dell'ordine e associazioni attraverso protocolli di sicurezza condivisi. Questo approccio integrato mira a creare un fronte comune contro la criminalità e a migliorare la qualità della vita urbana.

Il ruolo del commercio di prossimità

Il commercio di prossimità si conferma un pilastro per la vita delle città italiane. Il 95,7% degli italiani dichiara di effettuare acquisti nei negozi di vicinato. Questa alta percentuale testimonia la fiducia e la comodità che i cittadini attribuiscono a questo tipo di esercizi commerciali.

La presenza di negozi e locali aperti ha un impatto diretto sul senso di sicurezza dei residenti. Più di otto italiani su dieci (85,9%) affermano che la loro presenza li fa sentire più sicuri. Al contrario, la chiusura di queste attività favorisce il degrado urbano, secondo l'83,2% degli intervistati.

Inoltre, i cittadini ritengono fondamentale poter contare sulla presenza di commercianti, baristi e ristoratori in caso di necessità. L'85,8% degli intervistati considera importante questa figura di riferimento sul territorio. Questo aspetto rafforza il concetto di commercio come servizio sociale, oltre che economico.

L'indagine Censis-Confcommercio, presentata a Bari, lancia un chiaro segnale: la sicurezza urbana è un prerequisito per la vitalità economica e sociale delle città. Le amministrazioni locali, le forze dell'ordine e le associazioni di categoria devono lavorare in sinergia per affrontare le sfide legate alla microcriminalità e al degrado, promuovendo al contempo un tessuto commerciale vivace e sicuro.

La ricerca evidenzia anche un aumento dell'allarme sociale, soprattutto nei centri urbani. Circa quattro italiani su dieci ritengono che la microcriminalità (42,8%), l'insicurezza generale (39%) e il degrado urbano (38,8%) siano in crescita nelle loro zone di residenza. Questa percezione è ancora più accentuata nei comuni con oltre 30.000 abitanti.

Affrontare queste problematiche richiede un impegno congiunto e strategie mirate. Investire in illuminazione, videosorveglianza e aumentare la presenza delle forze dell'ordine sono passi necessari. Altrettanto importante è sostenere il commercio di prossimità, riconoscendone il valore sociale e contribuendo a creare un ambiente urbano più sicuro e accogliente per tutti i cittadini.