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Lo studio di Greenpeace evidenzia che il 92% dei residenti di Napoli vive in zone affette da isole di calore. L'aumento delle temperature estive e la scarsità di verde contribuiscono a creare condizioni di rischio per la salute pubblica.

Aumento delle giornate estive con temperature elevate

Le giornate estive con temperature percepite oltre i 32 gradi sono aumentate significativamente. Si è passati dal 39% nel decennio 1991-2000 al 62% nel periodo 2021-2025. Questa soglia di calore estremo mette a repentaglio la salute dei cittadini. L'organismo umano subisce un forte stress. Lo rivela un'indagine condotta da Greenpeace. Le regioni più colpite nell'estate del 2025 sono state Puglia, Sicilia, Basilicata, Emilia-Romagna e Lombardia. Questi dati emergono dal rapporto "L'estate che scotta". La ricerca si basa su informazioni raccolte dall'Istat.

Cause e proposte per contrastare il cambiamento climatico

L'associazione ambientalista attribuisce questa escalation di calore alla crisi climatica. Questa è alimentata dalle aziende dei combustibili fossili. Queste ultime sono identificate come principali responsabili del surriscaldamento globale. Greenpeace sollecita il governo italiano a intervenire. Chiede l'introduzione di una tassazione sui profitti di tali aziende. I proventi dovrebbero finanziare misure di transizione energetica. Devono anche supportare l'adattamento climatico. È urgente un piano per abbandonare rapidamente le fonti fossili. Si propone un piano di uscita dal gas entro il 2035.

Temperature estreme nei capoluoghi di regione

Nei capoluoghi di regione, le temperature superficiali massime estive hanno raggiunto livelli preoccupanti. Nell'estate del 2025, dieci città su venti hanno superato i 40 gradi. Si sono registrati picchi superiori ai 44 gradi a Roma, Torino e Cagliari. Circa l'87% degli abitanti dei capoluoghi di regione, ovvero 8,2 milioni di persone, vive in aree urbane con temperature medie massime superficiali estive oltre i 40 gradi. Tra questi, si contano circa 283 mila bambini sotto i 5 anni. Inoltre, 1,1 milioni di anziani over 74 anni sono particolarmente esposti. Queste fasce di popolazione sono più vulnerabili al caldo estremo.

L'impatto delle isole di calore urbane

Le isole di calore urbane peggiorano la vivibilità dei centri cittadini. Circa 4,3 milioni di persone nei capoluoghi di regione risiedono in quartieri con isole di calore intense o molto intense. Di questi, 151 mila sono bambini piccoli e 556 mila sono anziani. La predominanza di asfalto, cemento ed edifici, unita alla scarsità di aree verdi e a una ventilazione limitata, rende le città più calde delle campagne circostanti. Con l'eccezione di Bari, tutti i capoluoghi di regione mostrano temperature superficiali urbane superiori a quelle delle aree extraurbane. Il caso più emblematico è Torino, dove la differenza di temperatura media superficiale massima ha superato i 15 gradi nel 2025. A Roma, il 40% dei residenti è esposto a isole di calore intense. Il 99% della popolazione vive in zone dove la temperatura superficiale massima estiva supera mediamente i 40 gradi. La situazione a Napoli e Torino è ancora più critica. Il 92% dei residenti napoletani e il 98% di quelli torinesi vivono in aree interessate da pericolose isole di calore.

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