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La cooperazione scientifica e la formazione di professionisti sono strumenti chiave per rafforzare il dialogo tra Italia e Africa. L'esperienza tunisina sull'uso delle acque reflue dimostra come la ricerca possa trasformare economie e creare occupazione, riducendo potenziali conflitti legati alle risorse condivise.

Cooperazione scientifica per opportunità economiche

La ricerca scientifica, se supportata dalla cooperazione, può generare nuove opportunità. Un esempio concreto proviene dalla Tunisia. Qui, l'impiego di acque reflue urbane, trasportate nel deserto, sta trasformando un'economia arida in un settore produttivo fiorente.

Questo processo permette di convertire un'economia desertica, definita 'gialla', in un'economia 'verde'. Tale trasformazione porta alla nascita di nuove produzioni agricole. Lo ha evidenziato Biagio Di Terlizzi, direttore del Ciheam Bari.

Il Ciheam Bari è un centro internazionale dedicato all'alta formazione agronomica nel Mediterraneo. La sua missione è potenziare le competenze in agricoltura, pesca e sviluppo sostenibile. Opera nelle aree rurali e costiere del bacino mediterraneo.

Creare lavoro e rafforzare i legami internazionali

Queste iniziative scientifiche non solo promuovono lo sviluppo economico. Esse contribuiscono anche a creare posti di lavoro. Ciò rafforza il dialogo tra l'Italia e il continente africano. Offrire opportunità lavorative in loco è fondamentale.

Il Ciheam Bari, in quanto sede italiana, beneficia del supporto del Ministero degli Esteri. Questo legame istituzionale estende la missione dell'istituto oltre il Mediterraneo. L'organizzazione agisce come un ponte tra l'Italia e altri Paesi.

La struttura accompagna la crescita di talenti e funzionari. Questo avviene nei Paesi con cui l'Italia intrattiene relazioni diplomatiche. Il Ciheam Bari funge da collegamento per il dialogo.

La diplomazia scientifica come chiave di volta

Secondo Di Terlizzi, la parola chiave è 'diplomazia'. A questa si può affiancare la 'diplomazia scientifica'. La formazione di persone attraverso la conoscenza è essenziale. Queste conoscenze devono trasformarsi in competenze concrete.

Le competenze acquisite permettono un dialogo costruttivo. Questo è particolarmente vero quando si tratta di risorse condivise, come l'acqua, tra diversi Stati. La capacità di dialogo si basa sulla preparazione tecnica.

È necessario possedere conoscenze e competenze adeguate. Questo evita lo sfruttamento eccessivo di uno Stato a danno di un altro. Previene inoltre squilibri o utilizzi impropri delle risorse da parte di terzi. La competenza scientifica è uno strumento di mediazione.

Garantire produttività e ridurre i conflitti

Una competenza basata sulla conoscenza scientifica permette di mediare efficacemente tra Paesi diversi. L'obiettivo è garantire la produttività. Si mira anche alla sicurezza alimentare. Inoltre, si facilita un dialogo che può contribuire a ridurre i conflitti.

La collaborazione scientifica internazionale, guidata da principi di equità e condivisione, può essere un potente motore di pace e prosperità. L'esperienza del Ciheam Bari dimostra il potenziale di tali approcci.

La formazione di professionisti qualificati e la promozione di progetti congiunti sono passi cruciali. Essi rafforzano la comprensione reciproca e creano un terreno fertile per la cooperazione. Questo approccio beneficia sia l'Italia che i Paesi africani partner.

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