La Guardia di Finanza di Bari ha sequestrato quote per oltre 7,3 milioni di euro a una società legata alla famiglia Matarrese. L'indagine riguarda episodi di bancarotta fraudolenta.
Sequestro quote per oltre 7 milioni a società barese
La Guardia di Finanza di Bari ha eseguito un sequestro di quote societarie. Il valore complessivo supera i 7,3 milioni di euro. Il provvedimento riguarda la società Imco. Questa impresa è riconducibile alla famiglia Matarrese. La famiglia è storicamente attiva nel settore delle costruzioni a Bari.
L'operazione si inserisce in un'indagine più ampia. La Procura di Bari coordina le attività. Il pubblico ministero Lanfranco Marazia segue il caso. Ci sono 14 persone indagate. A loro vengono contestati diversi illeciti. Si parla di bancarotta fraudolenta, sia patrimoniale che legata a reati societari. Sono anche contestati atti dolosi e preferenziali.
Questi fatti sarebbero stati commessi dagli amministratori di cinque società. Tutte le imprese sono riconducibili al gruppo Matarrese. Per quattro indagati è stato notificato un invito a comparire. Dovranno presentarsi per un interrogatorio preventivo. L'appuntamento è fissato davanti al giudice per le indagini preliminari (GIP). L'udienza è prevista per il 20 maggio.
Tra le persone coinvolte figura anche Antonio Matarrese. L'uomo ha 86 anni. In passato è stato parlamentare. Ha anche ricoperto la carica di presidente della FIGC. È stato anche amministratore unico e delegato di alcune società del gruppo.
Indagini su presunta bancarotta fraudolenta
La Procura non ha richiesto misure cautelari per Antonio Matarrese. I provvedimenti scaturiscono da una richiesta di arresti domiciliari. Questa richiesta era stata avanzata dalla Procura stessa. Le indagini sono state condotte dal nucleo di Polizia Economico-Finanziaria (PEF) della Guardia di Finanza.
Le attività investigative avrebbero fatto emergere condotte di bancarotta. Queste sono definite «gravi, molteplici e ripetute». La Guardia di Finanza ha comunicato i dettagli in una nota ufficiale. Le indagini sono iniziate analizzando le procedure concorsuali. Una delle società indagate si trovava in stato di insolvenza.
Per altre quattro imprese è stata chiesta la liquidazione giudiziale. Questa richiesta si basa su approfondimenti specifici. Gli approfondimenti hanno evidenziato una notevole esposizione debitoria. I debiti sono nei confronti dell'Erario. Sono emerse anche evidenti situazioni di squilibrio finanziario ed economico.
Dissipazione di oltre 18 milioni di euro
Secondo l'accusa, gli indagati avrebbero dissipato beni. Il valore totale supera i 18 milioni di euro. Questi fondi sarebbero stati prelevati dal patrimonio delle società. Le operazioni contestate includono cessioni di partecipazioni infragruppo. Sono stati effettuati anche finanziamenti infragruppo. Sono stati disposti pagamenti preferenziali.
Questi pagamenti sarebbero stati operati dolosamente. Hanno violato la par condicio creditorum. La parità di trattamento tra i creditori è un principio fondamentale. La Guardia di Finanza ha evidenziato anche altro. Le prove raccolte hanno permesso di ricostruire il mancato versamento delle imposte. Questo mancato versamento ammonta a circa 7 milioni di euro.
Questo sistema sarebbe stato utilizzato come auto-finanziamento illecito. La Finanza parla di una «pervicace pianificazione preventiva». L'intento era quello di causare un danno all'Erario. Per ritardare l'emersione del dissesto finanziario, i responsabili avrebbero falsificato i bilanci. Questo sarebbe avvenuto principalmente attraverso la sopravvalutazione di partecipazioni infragruppo.
Domande e Risposte
Cosa è stato sequestrato a Bari e a chi?
Sono state sequestrate quote societarie per oltre 7,3 milioni di euro alla società Imco, legata alla famiglia Matarrese di Bari, nell'ambito di un'indagine per bancarotta fraudolenta.
Quante persone sono indagate e quali reati vengono contestati?
Sono 14 le persone indagate. A loro vengono contestati a vario titolo diversi episodi di bancarotta fraudolenta, inclusi atti dolosi e preferenziali, e il mancato versamento di imposte per circa 7 milioni di euro.