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Un'intesa scientifica tra la Puglia e la Grecia mira a migliorare la diagnosi precoce delle malattie rare nei neonati. L'accordo prevede lo scambio di conoscenze sui protocolli clinici e lo sviluppo di progetti congiunti per lo screening genomico.

Cooperazione per la salute dei neonati

È stato siglato a Bari un importante memorandum d'intesa. Questo accordo mira a rafforzare la collaborazione scientifica tra la regione Puglia e un programma di ricerca greco. L'obiettivo principale è la diagnosi precoce delle malattie rare nei neonati. L'intesa coinvolge l'Asl Bari, attraverso il suo programma Genoma Puglia, e l'iniziativa greca Beginnings - Newborn Sequencing Initiative (Bnsi). Quest'ultima promuove il progetto FirstSteps Greece.

Il programma greco è concepito per accrescere le conoscenze necessarie. L'obiettivo è introdurre uno screening genomico universale per i neonati in Grecia entro il 2030. La firma è avvenuta alla presenza di figure chiave nel campo della ricerca e della sanità.

Figure chiave e obiettivi dell'accordo

Alla cerimonia di firma hanno preso parte diversi specialisti. Tra questi, Mattia Gentile, coordinatore scientifico di Genoma Puglia e professore alla Yale School of Medicine. Era presente anche Petros Tsipouras, direttore scientifico del programma greco. Hanno partecipato inoltre Luigi Fruscio, direttore generale dell'Asl Bari, e Felice Spaccavento, presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale.

L'accordo avrà una durata di 24 mesi. Permetterà ai due programmi di confrontarsi su diversi aspetti cruciali. Verranno discusse le metodologie cliniche e le procedure di consenso informato. Si parlerà anche della selezione dei geni da analizzare e dell'interpretazione delle varianti genomiche. Saranno inoltre affrontati l'organizzazione dei percorsi di follow-up e lo sviluppo di progetti di ricerca comuni.

Genoma Puglia: un'esperienza di successo

Questa collaborazione nasce dall'esperienza consolidata del programma Genoma Puglia. Il suo centro nevralgico per le attività è il Laboratorio di Medicina genetica dell'Ospedale Di Venere di Bari. Questo laboratorio rappresenta un punto di riferimento fondamentale per le ricerche e le applicazioni in questo campo.

I dati forniti dall'Asl Bari a luglio 2026 evidenziano il successo del programma. Ha coinvolto ben 30.214 neonati. L'adesione delle famiglie ha raggiunto un notevole 90,6%. Questo alto tasso di partecipazione è stato raggiunto dopo l'estensione dello screening all'intero territorio regionale.

Il processo di screening e i suoi benefici

Lo screening viene effettuato su un campione di sangue. Questo viene raccolto nei primi giorni di vita del neonato. L'analisi copre 432 geni. Questi geni sono associati a 551 malattie rare. L'obiettivo è individuare precocemente condizioni patologiche.

Una diagnosi tempestiva può infatti modificare in modo significativo il decorso della malattia. Permette di avviare trattamenti mirati e tempestivi. Questo migliora notevolmente le prospettive di salute per i bambini affetti da queste patologie. L'accordo con la Grecia promette di estendere questi benefici anche oltre i confini regionali e nazionali.

Domande frequenti sullo screening genetico neonatale

Cos'è lo screening genetico neonatale?
Lo screening genetico neonatale è un esame eseguito sui neonati per identificare precocemente malattie genetiche rare. Utilizza un campione di sangue per analizzare specifici geni associati a diverse patologie. Una diagnosi precoce consente interventi tempestivi che possono migliorare significativamente la salute del bambino.

Quali sono i benefici di questo tipo di screening?
I principali benefici includono la diagnosi precoce di malattie rare, spesso prima che si manifestino i sintomi. Questo permette di iniziare trattamenti tempestivi, gestire meglio la condizione e migliorare la qualità della vita del bambino. Inoltre, favorisce la ricerca scientifica e lo sviluppo di nuove terapie.