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Centinaia di agricoltori hanno manifestato al porto di Bari per chiedere il blocco immediato delle importazioni di grano duro fino a dicembre. Le loro richieste includono maggiori controlli portuali e una legge per la pasta 100% italiana.

Blocco importazioni grano duro fino a dicembre

La richiesta principale degli agricoltori è chiara: interrompere le importazioni di grano duro fino a dicembre. Questa misura è vista come necessaria in vista della prossima raccolta. Le scorte attuali nell'industria molitoria sono considerate più che sufficienti.

Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente pugliese di Cia agricoltori italiani, ha spiegato le ragioni della protesta. Il flashmob si è svolto al varco della Vittoria del porto di Bari. Centinaia di operatori del settore hanno partecipato all'iniziativa.

Per la categoria, ulteriori importazioni nei prossimi mesi rappresentano un danno. Si tratta di un'azione predatoria contro il grano duro coltivato in Italia. La raccolta è vicina e il mercato deve essere tutelato.

Maggiore controllo nei porti e legge pasta italiana

Gli agricoltori esigono un cambiamento radicale nei controlli portuali. Propongono un sistema di verifiche strutturato e costante. Tutte le navi cariche di grano duro devono essere sottoposte a ispezioni.

Il coinvolgimento delle forze dell'ordine è fondamentale. Si richiede la partecipazione coordinata di Carabinieri dei Nas, Guardia di Finanza e Sanità Marittima. Anche l'Osservatorio fitopatologico regionale deve essere coinvolto attivamente.

La richiesta è stata inoltrata ai ministri dell'Agricoltura e della Sanità. Anche l'assessore regionale all'Agricoltura è stato interpellato. Tutte le navi con grano duro in arrivo nei porti pugliesi e italiani devono essere controllate.

Aumento importazioni e speculazione

I dati presentati dagli agricoltori sono allarmanti. Nel 2023 le importazioni sono aumentate del 40% rispetto al 2022. Rispetto al 2021, l'incremento è stato del 30%. Si è registrata un'ulteriore crescita nei periodi 2024, 2025 e 2026.

La maggior parte di queste importazioni proviene da Paesi extra UE. Questo meccanismo crea un surplus artificiale di offerta sul mercato. Di conseguenza, il potere contrattuale degli agricoltori viene indebolito. Si favoriscono dinamiche speculative a discapito dei produttori locali.

Vendite in perdita e filiera certificata

Le stime dell'Ismea evidenziano una situazione critica. Gli agricoltori sono costretti a vendere il loro prodotto in perdita. Il costo medio di produzione per ettaro è di 1170 euro. L'industria, invece, riconosce solo 500-600 euro per ettaro.

La Cia ritiene non più rinviabile l'introduzione di una nuova legge. Questa legge dovrebbe istituire la pasta 'made in Italy'. Dovrebbe garantire l'utilizzo del 100% di grano duro italiano da filiera certificata. Inoltre, è necessario l'obbligo di indicare i Paesi di origine del grano duro su ogni confezione di pasta.

Domande frequenti

Perché gli agricoltori protestano a Bari?
Gli agricoltori protestano a Bari per chiedere il blocco delle importazioni di grano duro fino a dicembre, maggiori controlli portuali e una legge che promuova la pasta 100% italiana.

Quali sono le richieste specifiche degli agricoltori?
Le richieste includono il blocco delle importazioni fino a dicembre, controlli portuali più rigorosi con il coinvolgimento di diverse autorità, e una legge per la pasta made in Italy con grano duro italiano certificato e obbligo di indicazione dell'origine.