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Condanne per il "cavallo di ritorno" a Bagheria

Bagheria, 12 ottobre 2026. Quattro persone sono state condannate dal Tribunale di Termini Imerese per furti di autovetture e successive estorsioni. Le pene vanno da due anni e otto mesi a sei anni e otto mesi di reclusione.

I giudizi abbreviati hanno definito una parte del processo. Le condanne riguardano reati come furto, estorsione aggravata, ricettazione e spaccio di stupefacenti.

Le indagini dei Carabinieri

L'esito giudiziario è il risultato di un'indagine dei Carabinieri di Bagheria, avviata nella seconda metà del 2024. Gli investigatori hanno scoperto un'organizzazione dedita ai furti di veicoli.

Il gruppo, composto da giovani di Villabate, operava con il classico schema del "cavallo di ritorno". Rubavano auto e moto per poi chiedere un riscatto ai proprietari.

La recrudescenza dei furti estivi

Le indagini sono partite a seguito di un aumento dei furti di auto lungo la costa di Bagheria, tra Aspra e Mongerbino. Il fenomeno era coinciso con l'inizio della stagione balneare del 2024.

Gli inquirenti avevano notato che molti veicoli rubati venivano poi ritrovati dai legittimi proprietari pochi giorni dopo la denuncia.

La tecnica del "cavallo di ritorno"

Le intercettazioni telefoniche e ambientali, insieme alle riprese delle telecamere, hanno permesso di identificare i responsabili. Si trattava di un gruppo di giovani di Villabate.

Il loro obiettivo non era il possesso dei veicoli, ma l'ottenimento di denaro. Chiedevano somme variabili per la restituzione dei mezzi rubati.

Richieste di riscatto via social network

La tecnica utilizzata era particolarmente ingegnosa. Dopo il furto, i malviventi contattavano le vittime tramite profili social falsi. Ogni profilo era diverso.

Le richieste di riscatto variavano da 200 a 800 euro, in base al valore del veicolo. Veniva applicato un vero e proprio "listino prezzi".

Vittime restie a denunciare

Molte vittime, spesso con disponibilità economiche limitate, preferivano pagare il riscatto piuttosto che sporgere denuncia. Temevano ripercussioni.

Il Giudice per l'udienza preliminare di Termini Imerese ha emesso le prime condanne. M.M. è stato condannato a 6 anni e 8 mesi. A.M. a 4 anni e 4 mesi.

B.B. dovrà scontare 4 anni di reclusione. B.A. è stato condannato a 2 anni e 8 mesi. Tutti erano già stati destinatari di misure cautelari.

Processo in corso per altri imputati

Il processo proseguirà presso il Tribunale di Termini Imerese per gli altri imputati che non hanno scelto il rito abbreviato. La loro posizione sarà vagliata dall'Autorità Giudiziaria.

È importante ricordare che gli indagati sono, allo stato attuale, solo indiziati di reato. La loro colpevolezza sarà accertata solo con una sentenza definitiva, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza.

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