La famiglia di Simona Scinà contesta la chiusura dell'indagine sulla sua morte in piscina a Bagheria. Chiede maggiore chiarezza e giustizia, opponendosi alla richiesta di archiviazione della Procura.
Opposizione alla richiesta di archiviazione
Lo studio legale Ingroia ha formalmente presentato un'istanza. Questa si oppone alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Termini Imerese. L'indagine riguarda la tragica morte della giovane pallavolista Simona Scinà. La ragazza è deceduta in una piscina a Bagheria, nel Palermitano. L'evento è accaduto nella notte tra l'1 e il 2 agosto del 2025. Stava partecipando a una festa di laurea.
I magistrati hanno inizialmente ipotizzato un incidente. Hanno citato l'assenza di lesioni evidenti sul corpo. Hanno anche evidenziato un elevato tasso alcolico riscontrato nella vittima. Questa ricostruzione è sempre stata contestata dai familiari di Simona Scinà. Hanno rifiutato l'idea di un semplice annegamento.
Richiesta di verità e giustizia
I legali della famiglia, attraverso lo Studio Ingroia, hanno ora presentato l'opposizione ufficiale. L'obiettivo è chiarire ogni aspetto della vicenda. Vogliono arrivare alla verità sulla morte della giovane atleta. Per questo motivo, è stata indetta una conferenza stampa. L'incontro si terrà in via Marchese di Villabianca 209. Sarà presente il collegio difensivo, composto dagli avvocati Antonio Ingroia e Paolo Ingroia. Parteciperanno anche i congiunti di Simona Cinà.
I familiari desiderano esprimere la loro profonda amarezza. Sono delusi dal mancato accertamento della verità. La tragedia è avvenuta oltre un anno fa. Ritengono che l'evento potesse essere evitato. Non accettano una chiusura del caso basata su un'archiviazione. La considerano fredda e ingiusta, senza l'individuazione di responsabilità.
Le motivazioni della Procura
La Procura di Termini Imerese ha escluso la pista dell'omicidio. La motivazione principale risiede nel numero di persone presenti. Oltre 30 invitati partecipavano alla festa. Secondo i magistrati, sarebbe stato impossibile per tutti non notare un'eventuale colluttazione. Questo elemento rende improbabile, ai loro occhi, un'aggressione non vista da nessuno. L'ipotesi di un incidente, legata anche al tasso alcolico, rimane quindi la più accreditata per la Procura.
L'opposizione presentata dalla famiglia mira a riaprire il dibattito. Intende sollevare dubbi sulla ricostruzione ufficiale. La volontà è quella di approfondire ogni dettaglio. Si cerca di comprendere se vi siano state negligenze o omissioni. La famiglia non si arrenderà finché non avrà ottenuto risposte concrete. Vogliono che venga fatta piena luce sulla tragica scomparsa di Simona Scinà.
La vicenda continua a suscitare interesse e commozione. La giovane età della vittima e le circostanze della morte hanno colpito l'opinione pubblica. L'opposizione all'archiviazione rappresenta un passo importante. Potrebbe portare a nuove indagini o a una revisione delle conclusioni iniziali. La battaglia per la verità da parte della famiglia è appena iniziata.