Cronaca

Potenza: Arcivescovo Carbonaro tra ordini cavallereschi e controversie

15 marzo 2026, 20:33 3 min di lettura
Potenza: Arcivescovo Carbonaro tra ordini cavallereschi e controversie Immagine generata con AI Avigliano
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Trasferimenti e malcontento nella comunità

L'arcivescovo metropolita di Potenza, Davide Carbonaro, è al centro di un acceso dibattito a seguito di decisioni riguardanti il clero locale. In particolare, il trasferimento di don Franco Corbo, parroco storico della chiesa di Sant'Anna e Gioacchino, ha suscitato profonda amarezza tra i fedeli. Don Corbo, dopo sessant'anni di servizio, è stato spostato ad Avigliano con un ruolo di collaboratore, una mossa definita dai parrocchiani come un vero e proprio «esilio».

Parallelamente, anche il trasferimento di don Marcello Cozzi a Napoli, sebbene ufficialmente su sua richiesta, ha alimentato dubbi e perplessità. Don Cozzi è noto per il suo impegno nella lotta alla legalità e per il suo ruolo nelle indagini sul caso Elisa Claps, una vicenda che continua a segnare profondamente la comunità potentina.

Il vescovo e gli ordini cavallereschi

Parallelamente alle vicende pastorali, emerge un altro aspetto della figura di monsignor Carbonaro: la sua adesione a prestigiosi ordini cavallereschi. Il 4 maggio 2024, l'arcivescovo è stato insignito del titolo di Cavaliere Ufficiale dell'Ordine Militare del Santissimo Salvatore di Santa Brigida, diventandone Gran Priore il 7 febbraio 2025. Successivamente, il 21 giugno 2025, ha ricevuto l'investitura di Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Queste affiliazioni, che annoverano tra i loro membri figure storiche controverse come dittatori e leader politici di epoche passate, sollevano interrogativi. L'articolo evidenzia una presunta discrepanza tra l'impegno di don Franco Corbo nel dialogo interreligioso e l'adesione dell'arcivescovo a ordini con affiliati di diversa estrazione e con un passato discutibile.

Il caso Elisa Claps e il silenzio imposto

Un punto cruciale dell'articolo riguarda la gestione del caso Elisa Claps da parte dell'arcidiocesi. Nonostante le richieste della famiglia Claps, la targa dedicata a don Mimì Sabia, figura controversa legata alla vicenda, non è stata rimossa dalla chiesa della Trinità. L'arcivescovo Carbonaro, insieme al cardinale Angelo De Donatis, ha visitato la chiesa, ma sembra aver evitato di affrontare la questione della targa, alimentando l'impressione di un desiderio di «silenzio» sulla vicenda.

Le dichiarazioni di una voce anonima nel podcast di Pablo Trincia, attribuita al fratello di una delle dame insignite insieme all'arcivescovo, suggeriscono che «tutti sapevano cosa succedeva in quel sottotetto», alludendo a presunti segreti ancora celati.

Direttive pastorali e critiche

Una nota inviata da monsignor Carbonaro ai presbiteri e diaconi il 22 aprile 2025 ha suscitato ulteriori perplessità. La direttiva raccomanda un atteggiamento di equidistanza durante la campagna elettorale, vietando dichiarazioni di sostegno politico e l'uso di contesti liturgici per influenzare le scelte dei fedeli. Tuttavia, l'interpretazione di tali indicazioni appare ambigua.

L'articolo suggerisce che le direttive potrebbero limitare l'intervento della Chiesa su temi sociali cruciali come l'emigrazione, la mafia e la corruzione, riducendo il ruolo dei sacerdoti alla sola sfera liturgica. Viene sollevato il dubbio se associazioni come «Libera», impegnate nella lotta alla mafia, possano essere considerate gruppi politici divisivi.

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