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La prima udienza del processo "Dolce Vita" ad Avellino è stata rinviata. L'appuntamento è ora fissato per il 17 novembre, con ulteriori sviluppi previsti a dicembre. L'inchiesta coinvolge l'ex sindaco e altri 26 imputati.

Rinvio prima udienza processo "Dolce Vita"

La prima sessione del procedimento giudiziario denominato "Dolce Vita" è stata posticipata. L'evento, che vede coinvolti l'ex primo cittadino di Avellino, Gianluca Festa, e altre 26 persone, è stato rinviato.

Il collegio giudicante, guidato da Gian Piero Scarlato con i giudici a latere Pier Paolo Calabrese e Lorenzo Corona, ha preso questa decisione per motivi organizzativi. L'enorme quantità di documenti nel fascicolo ha reso necessario un nuovo calendario.

La nuova data fissata per l'udienza è il 17 novembre. È stata inoltre programmata una successiva sessione per il 15 dicembre, per proseguire con l'iter processuale.

Indagini e misure cautelari nell'inchiesta

L'indagine della Procura di Avellino, all'epoca diretta da Domenico Airoma, ha avuto inizio il 18 aprile 2024. L'esplosione del caso ha portato all'arresto di Gianluca Festa, che nel frattempo aveva rassegnato le dimissioni dalla carica di sindaco.

Festa è rimasto agli arresti domiciliari per 154 giorni. Questa misura gli ha impedito di ricandidarsi alle successive elezioni amministrative per il capoluogo irpino.

Successivamente, la Corte di Cassazione ha annullato la misura cautelare. La Suprema Corte ha ritenuto la custodia illegittima, spiegando che le dimissioni dalla carica di sindaco avevano fatto venir meno le ragioni per la custodia preventiva. La Corte non è entrata nel merito delle accuse specifiche.

Accuse e future fasi del processo

L'accusa formulata dalla Procura di Avellino nei confronti di Festa si basa principalmente su intercettazioni telefoniche e ambientali. L'ex sindaco è accusato di aver guidato un'associazione a delinquere che avrebbe gestito il comune di Avellino in modo privatistico.

Le ipotesi di reato includono corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio, depistaggio, falso e peculato. Nelle prime fasi del processo, i giudici dovranno esaminare le eccezioni presentate dalle difese degli imputati.

Tra queste eccezioni vi è la costituzione di parte civile del comune di Avellino, ritenuta inammissibile perché presentata oltre i termini. Si discuterà anche della validità delle intercettazioni e della richiesta di acquisire al processo solo gli atti definiti "irripetibili".

Successivamente, il processo entrerà nel vivo con la calendarizzazione delle udienze per l'escussione dei testimoni. Sono previsti 18 testimoni per l'accusa e 24 testimoni per le difese, per un totale di 42 persone che verranno ascoltate.