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Un inedito San Francesco ironico e umano prende vita sul grande schermo nel film 'La leggenda dei tre compagni'. La pellicola, presentata a Terni, offre un ritratto del Santo lontano dagli schemi tradizionali, focalizzandosi sui suoi ultimi anni e sul suo spirito giocoso.

Un ritratto inedito di San Francesco

Il Santo di Assisi viene presentato sotto una luce nuova nel film 'La leggenda dei tre compagni'. L'attore Francesco Salvi veste i panni di un San Francesco ironico e profondamente umano. Questa interpretazione si discosta dall'immagine drammatica spesso proposta dal cinema.

La pellicola, diretta da Arnaldo Casali, promette di mostrare un volto del Santo meno conosciuto. La scelta di un comico di fama nazionale come protagonista sottolinea l'intento di esplorare l'aspetto più leggero e giocoso della figura francescana.

Presentazione a Terni per l'ottavo centenario

La prima mondiale del film si terrà a Terni. L'evento è fissato per il 3 ottobre, alle ore 20:30, presso il Cinema Politeama. La scelta di Terni non è casuale: la proiezione celebra l'ottavo centenario della morte del Poverello.

L'iniziativa rientra nell'ambito dell'evento 'La valle della letizia'. Questa manifestazione è organizzata dall'associazione San Martino. Il progetto gode del sostegno del Comune di Terni e della Regione Umbria.

L'opera unica sull'anniversario del Santo

Il lungometraggio di Casali si distingue per essere l'unica opera cinematografica dedicata a San Francesco nell'anno del suo anniversario. Il film esplora la vita del Santo attraverso le prospettive dei suoi compagni più stretti: Leone, Rufino e Angelo.

La sceneggiatura, frutto della collaborazione tra Arnaldo Casali e Francesco Salvi, si basa sulle Fonti francescane. Particolare attenzione è dedicata alle memorie dei compagni, raccolte nella 'Compilazione di Assisi'. Questo testo, scoperto nel 1922, è stato identificato dagli studiosi solo nel 1980.

Gli ultimi anni e il Cantico delle creature

Il cuore della narrazione si concentra sugli ultimi anni di vita di Francesco. La storia lo ambienta malato presso l'eremo di Sant'Urbano, situato a Narni. Vengono narrati episodi significativi come la composizione del Cantico delle creature.

Vengono inoltre trattate le stimmate, le visioni di frate Leone e la ferma difesa della povertà radicale. Questi eventi, spesso trascurati nelle rappresentazioni cinematografiche, sono qui raccontati con un registro comico.

Il 'Giullare di Dio' e l'umorismo delle testimonianze

L'obiettivo è restituire al pubblico il volto del 'Giullare di Dio'. Il regista sottolinea come l'umorismo del film emerga direttamente dalle testimonianze dei compagni del Santo. Questo approccio mira a rendere Francesco più accessibile e vicino allo spettatore.

Nel cast spicca Francesco Salvi nel ruolo di San Francesco. Fabio Bussotti interpreta frate Leone. Altri attori di rilievo includono Max Cavallari (dei Fichi d'India), Stefano Chiodaroli e Rosario Terranova. Una partecipazione straordinaria è quella di Moni Ovadia.

Produzione indipendente e ambientazioni autentiche

Il progetto è nato senza una produzione tradizionale e con un budget limitato. Attori e troupe hanno affrontato insieme le sfide della lavorazione. Molti hanno contribuito in diverse forme alla realizzazione del film.

Casali spiega che la lavorazione ha puntato su una ricostruzione filologica e su ambientazioni autentiche. Le riprese si sono svolte in luoghi umbri legati alla vita di Francesco. Tra questi figurano Narni, Assisi, Orte, Cottanello e la Cascata delle Marmore, oltre alla Sabina.

Oggetti sacri e collaborazioni preziose

Grazie alla preziosa collaborazione dei frati, sono stati utilizzati anche oggetti appartenuti al Santo. Tra questi, un secchio conservato all'eremo di Sant'Urbano. Secondo la tradizione, questo secchio sarebbe stato usato per trasportare l'acqua poi trasformata in vino.

Le riprese hanno cercato di ricreare fedelmente i luoghi e le atmosfere del tempo. La cura dei dettagli storici e spirituali si unisce alla leggerezza del tono narrativo.

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