Il Dpcm 121 esclude 29 comuni marchigiani dall'elenco delle aree montane. Il consigliere Pd Maurizio Mangialardi denuncia un colpo alle aree interne, criticando il Governo Meloni e la Giunta regionale. Si attende la decisione del Tar.
Critiche all'esclusione dei comuni montani
Un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Dpcm 121, ha formalmente estromesso 29 comuni delle Marche dalla lista ufficiale delle zone montane. Questo provvedimento, secondo il consigliere regionale del Pd Maurizio Mangialardi, rappresenta un duro colpo per le aree interne della regione.
Mangialardi sostiene che la decisione mira a favorire le zone alpine a scapito di quelle appenniniche. Inoltre, sottolinea come questo taglio penalizzi ulteriormente le risorse destinate alle autonomie locali. La sua critica si rivolge direttamente al Governo Meloni.
Ricorso al Tar e responsabilità politiche
Il consigliere dem si unisce alla protesta dei comuni interessati contro quello che definisce un provvedimento «scellerato». La legittimità di tale decisione sarà ora vagliata dalla giustizia amministrativa. È stato infatti presentato un ricorso al Tar per contestare l'esclusione.
Mangialardi punta il dito anche contro la Giunta Acquaroli. L'esecutivo regionale, a suo dire, ha avallato e promosso l'accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni. Anche il sindaco di Ascoli Piceno e presidente di Anci Marche, Marco Fioravanti, è accusato di aver sostenuto la misura.
Questa posizione ha portato diversi comuni marchigiani ad abbandonare l'associazione Anci come forma di protesta. Mangialardi esprime fiducia nell'esito del ricorso al Tar, ma avverte che saranno i cittadini a pagare il prezzo più alto.
Mancanza di servizi e promesse non mantenute
L'esclusione dall'elenco dei comuni montani comporterà una riduzione dei servizi essenziali. Si prevedono minori risorse per il settore scolastico, sanitario e sociale. Inoltre, i comuni colpiti avranno difficoltà nell'accedere a finanziamenti cruciali.
Questi fondi sono destinati a contrastare lo spopolamento e a promuovere lo sviluppo delle aree interne. Mangialardi ricorda le promesse fatte dalla destra marchigiana in passato. Già nel 2020 e poi nel 2025, erano state garantite misure di sostegno per le aree montane e interne.
Il consigliere Pd definisce questo provvedimento l'ennesima promessa non mantenuta. Sottolinea come la Giunta Acquaroli abbia anteposto gli interessi di partito e quelli di Giorgia Meloni a quelli dei cittadini marchigiani. La decisione è vista come un tradimento degli impegni presi.