La sindaca di Firenze, Sara Funaro, si afferma come la prima cittadina più amata d'Italia secondo la Governance Poll 2026. Antonio Decaro, presidente della Puglia, guida la classifica dei governatori. L'indagine rivela trend di consenso e variazioni rispetto alle elezioni.
Sara Funaro sindaca più amata d'Italia
Sara Funaro, primo cittadino di Firenze, ha raggiunto il primo posto nella classifica dei sindaci più apprezzati. La sua popolarità si attesta al 66%, con un incremento del 5,4% rispetto alla data delle elezioni. Questo risultato segna la prima volta che una donna conquista la vetta di questa speciale graduatoria. L'indagine è stata condotta da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore.
Al secondo posto si posiziona Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno. Egli mantiene un elevato consenso, pari al 65%, confermando la sua popolarità pur cedendo la leadership ottenuta nell'edizione precedente. La medaglia di bronzo va a Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, che raccoglie il 64% dei consensi, mostrando un aumento dell'1,1% rispetto al dato elettorale.
Classifica dei primi cittadini e grandi comuni
Nella top ten, al quarto posto troviamo Massimo Zedda di Cagliari, con il 63% e un aumento del 2,7%. Segue Federico Basile di Messina in quinta posizione, con il 62% e un incremento del 3,6%. Il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, si colloca sesto con il 61%, registrando un notevole aumento del 6,6%.
In settima posizione, a pari merito con il 60%, si trovano Mario Conte (Treviso), Chiara Frontini (Viterbo) e Michele Guerra (Parma). La decima posizione è occupata da Giuseppe Sala (Milano) e Clemente Mastella (Benevento), entrambi con il 59,5%. Entrambi hanno visto un aumento del loro consenso.
Tra i sindaci di grandi centri, Vito Leccese di Bari si piazza al 19° posto con il 56,5%, pur registrando un calo di quasi 14 punti rispetto alle elezioni. Stefano Lo Russo di Torino è 33° con il 55%, recuperando terreno rispetto all'anno precedente nonostante una flessione rispetto al voto. A pari merito, sempre al 33° posto, Silvia Salis di Genova debutta con il 55%.
Roberto Gualtieri di Roma si trova al 41° posto con il 54%, mostrando un recupero rispetto all'anno precedente. Matteo Lepore di Bologna è 64° con il 51%, con una perdita di consensi rispetto alle elezioni. Roberto Lagalla di Palermo chiude la carrellata dei sindaci con il 50%, in aumento rispetto al dato elettorale.
Antonio Decaro guida la classifica dei governatori
La classifica dei Presidenti di Regione vede al primo posto Antonio Decaro, presidente della Puglia, con un gradimento del 66%. Al secondo posto si posiziona Alberto Stefani, presidente del Veneto, con il 65%. Entrambi mostrano un incremento rispetto al consenso ottenuto alle elezioni di novembre.
Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, occupa il terzo gradino del podio con il 64%, un dato sostanzialmente stabile rispetto alle elezioni. Al quarto posto, con il 60%, troviamo Roberto Occhiuto (Calabria) e Alberto Cirio (Piemonte).
Attilio Fontana, presidente della Lombardia, è sesto con il 57%, aumentando il suo consenso del 2,3%. Eugenio Giani, presidente della Toscana, è settimo con il 56,5%, in crescita. Ottava posizione per i presidenti di Sicilia e Basilicata, Renato Schifani e Vito Bardi.
Chiudono la top ten Roberto Fico (Campania) e Francesco Acquaroli (Marche), entrambi con il 59,5%. Acquaroli, in particolare, cresce del 2,6% rispetto alla sua rielezione.
Analisi dei trend di consenso
Antonio Noto, direttore di Noto Sondaggi, commenta i risultati: «L'appeal dei sindaci si misura sempre meno sui risultati e sempre più sulle paure dei cittadini. Due primi cittadini su tre perdono consenso». Questa tendenza, secondo Noto, non è una semplice oscillazione statistica, ma un sintomo di un cambiamento nel rapporto tra amministratori e cittadini.
L'indagine, condotta per Il Sole 24 Ore, evidenzia come il gradimento dei primi cittadini sia influenzato da fattori diversi rispetto al passato. La percezione delle problematiche urbane e la capacità di risposta delle amministrazioni sembrano giocare un ruolo sempre più cruciale nel determinare il consenso popolare. Questo scenario richiede un'attenta analisi da parte degli amministratori locali per comprendere le dinamiche in atto e adattare le proprie strategie di governo.