Condividi

Il comune di Ascoli Piceno lancia un progetto pilota di 12 mesi per regolamentare le nuove attività commerciali nel centro storico. L'obiettivo è preservare l'identità del luogo, limitando esercizi generici e promuovendo proposte di valore.

Nuovo regolamento per il commercio nel cuore di Ascoli

È stato approvato dalla giunta comunale un nuovo regolamento sul commercio. Questo provvedimento mira a introdurre limitazioni per alcune tipologie di esercizi. L'intento è preservare le caratteristiche uniche del centro storico. Si tratta di un'iniziativa pilota. La sua durata prevista è di dodici mesi. Potrebbe essere estesa per un ulteriore anno. La normativa si ispira a recenti disposizioni regionali. Queste ultime pongono vincoli specifici per le aree storiche. L'obiettivo principale è la valorizzazione delle produzioni locali.

Definiti i confini dell'area interessata dal progetto

L'area interessata da queste nuove regole è ben definita. Comprende uno spazio strategico del centro cittadino. Il perimetro include piazza Ventidio Basso. Si estende lungo via Cairoli e via del Trivio. Sono incluse anche piazza Roma, piazza Arringo e piazza Viola. Il progetto coinvolge anche corso Trento e Trieste. In questa zona saranno introdotte restrizioni mirate. Alcune attività saranno soggette a limitazioni specifiche. Tra queste figurano i negozi di compro oro. Saranno limitati anche i distributori automatici. Verranno contenute le attività legate al settore delle scommesse. Per il settore alimentare, invece, saranno possibili nuove aperture. Sarà necessario presentare specifici "progetti speciali".

Obiettivi: qualità, diversificazione e tutela del patrimonio

L'intento primario è incrementare la qualità dell'offerta commerciale. Si punta anche a una maggiore diversificazione delle attività presenti. Parallelamente, si vuole garantire la tutela del patrimonio storico. Saranno protetti anche gli aspetti artistici e architettonici della città. Il decoro urbano e la sicurezza saranno prioritari. Il sindaco Marco Fioravanti e l'assessora al Commercio Laura Trontini hanno chiarito alcuni punti. Hanno specificato che non si tratta di un divieto assoluto per le attività di ristorazione. Saranno attentamente valutate le proposte. Si cercheranno quelle capaci di apportare un valore aggiunto concreto alla città. L'accento è posto sulla qualità e sull'originalità delle proposte.

Criteri per i "progetti speciali" nel settore food

I "progetti speciali" nel settore alimentare saranno sottoposti a un'attenta analisi. L'ufficio commercio del comune valuterà gli aspetti tecnici. Le proposte potranno concentrarsi sulla valorizzazione di prodotti tipici. Saranno considerate anche le Denominazioni di Origine Protetta (DOP) e le Indicazioni Geografiche Protette (IGP). Anche i presidi Slow Food avranno un ruolo. Si darà spazio alle produzioni agroalimentari territoriali. L'obiettivo è creare un legame più forte tra commercio e identità locale. Si vuole incentivare un modello di sviluppo sostenibile. Questo modello deve rispettare la vocazione storica della città.

Reazioni positive dalle associazioni di categoria

Le associazioni di categoria hanno accolto con favore la novità. La WAP, associazione dei commercianti del centro storico, si è espressa positivamente. La presidente Sara Brunone ha sottolineato la necessità di "alzare l'asticella". Questo è particolarmente vero per il settore food. La città di Ascoli Piceno vanta un patrimonio storico e architettonico di inestimabile valore. Anche Confcommercio ha manifestato il proprio sostegno al nuovo regolamento. L'associazione ha evidenziato l'importanza di tutelare le attività già esistenti. Allo stesso tempo, si vuole favorire l'insediamento di nuove iniziative di alta qualità. Questo approccio mira a un rilancio complessivo del tessuto commerciale. Si cerca un equilibrio tra innovazione e tradizione.